Il Corno d’Africa è sull’orlo della guerra
- Postato il 9 ottobre 2026
- Di Panorama
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Il Corno d’Africa rischia sempre più di scivolare in una guerra. Secondo il Guardian, l’Etiopia ha attaccato con dei droni i soldati eritrei che sono penetrati nella parte settentrionale del suo territorio. In particolare, il governo di Addis Abeba ha accusato Asmara di una “invasione su vasta scala” ai propri danni, parlando anche di un “palese atto di aggressione che viola il diritto intrinseco dell’Etiopia all’autodifesa”. Dal canto suo, il ministro dell’Informazione eritreo, Yemane Gebremeskel, ha affermato che il suo Paese sta subendo “una guerra di aggressione non provocata” da parte di Addis Abeba. Insomma, la situazione è ormai incandescente. E il rischio di una guerra aperta è dietro l’angolo.
Nei giorni scorsi, l’Etiopia aveva tacciato Eritrea, Egitto e Sudan di fomentare i ribelli tigrini nella parte settentrionale del territorio etiope: un’accusa che i tre Paesi avevano seccamente respinto. Non solo. Pochi giorni fa, il premier etiope, Abiy Ahmed Ali, era tornato a sostenere che Addis Abeba avesse diritto a un accesso diretto al Mar Rosso: una posizione, questa, che ha sempre inquietato il governo di Asmara. In tal senso, secondo l’Eritrea, l’Etiopia starebbe preparando una guerra d’aggressione contro la stessa Asmara per conseguire l’agognato sbocco sul mare. È in questo quadro che, la settimana scorsa, Asmara e Addis Abeba hanno rotto le relazioni diplomatiche.
Era invece fine di agosto, quando il governo egiziano mise in guardia gli etiopi dal realizzare nuove dighe sul Nilo. Infine, ma non meno importante, le alte sfere militari del Sudan hanno tacciato l’Etiopia di spalleggiare le Forze di Supporto Rapido: l’organizzazione paramilitare che, dal 2023, è in lotta con l’esercito sudanese. Insomma, al di là della crescente tensione bilaterale tra Addis Abeba e Asmara, la crisi rischia di coinvolgere anche il Cairo e Khartoum. Senza poi trascurare le ramificazioni mediorientali della questione. Se l’Egitto è schierato con l’Eritrea, l’Etiopia può invece contare su Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
Non solo. Abu Dhabi è anche storicamente sospettata di spalleggiare le Forze di Supporto Rapido in Sudan, mentre l’Arabia Saudita è considerata più vicina alle alte sfere militari di Khartoum. A questo si aggiunga che, con ogni probabilità, Addis Abeba non ha gradito il fatto che, poche settimane fa, l’amministrazione Trump abbia revocato le sanzioni statunitensi all’Eritrea. Il quadro complessivo, come si vede, appare particolarmente aggrovigliato. Senza contare che un eventuale conflitto armato nell’area finirebbe col saldarsi alle tensioni militari in corso, sulla costa orientale del Mar Rosso, tra Riad e gli Huthi, che sono a loro volta spalleggiati dall’Iran.