Il caso Ceuta esplode nella Liga: “Traditore”, insulti e minacce di morte al calciatore marocchino del Betis
- Postato il 15 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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La solidarietà del calcio spagnolo a Ceuta si trasforma in un caso internazionale e travolge anche Abde Ezzalzouli. L’esterno offensivo marocchino del Betis è finito nel mirino di una pioggia di insulti e persino minacce di morte dopo aver indossato, insieme ai compagni e ai giocatori del Villarreal, una maglietta con la scritta “Todos somos caballas”, messaggio di sostegno alla città autonoma spagnola. Una presa di posizione che ha scatenato la reazione di numerosi utenti marocchini, che hanno accusato il giocatore di essere un “traditore” e un “codardo”. Il caso è esploso nelle ore successive alla partita di Liga, vinta dal Betis per 2-1 alla Cerámica. Ezzalzouli, titolare e protagonista della sfida, si è così ritrovato al centro di una vicenda che pone l’accento le tensioni legate alla controversa situazione di Ceuta, territorio spagnolo che si affaccia sullo stretto di Gibilterra rivendicato dal Marocco.
- Villarreal-Betis, il caso Ceuta irrompe nella Liga
- Perché Ezzalzouli è stato insultato e minacciato
- La maglietta a favore di Ceuta e che cosa è il caso Ceuta
- Come sta andando il Ceuta in Segunda Division
Villarreal-Betis, il caso Ceuta irrompe nella Liga
Prima del fischio d’inizio di Villarreal-Betis, i calciatori delle due squadre sono scesi in campo con la maglietta “Todos somos caballas”. L’iniziativa rientra nella mobilitazione del calcio spagnolo a sostegno di Ceuta, che nelle ultime settimane ha vissuto una situazione particolarmente delicata. Tra i giocatori del Betis c’era anche Ezzalzouli, nazionale marocchino.
Perché Ezzalzouli è stato insultato e minacciato
La maglietta ha provocato una violenta reazione sui social. Alcuni utenti connazionale del numero 10 del Betis hanno interpretato il suo gesto come una presa di posizione contro il Marocco e a favore della sovranità spagnola su Ceuta. Il giocatore è stato definito “traditore” e “codardo”, mentre tra i messaggi rivolti a lui sono comparse anche minacce molto pesanti, tra cui quella secondo cui il giorno successivo avrebbe vissuto “la peggior ora della sua vita”.
La maglietta a favore di Ceuta e che cosa è il caso Ceuta
Il gesto del Betis e del Villarreal non è isolato. Diversi club spagnoli hanno manifestato solidarietà a Ceuta, trasformando le partite di Liga in un’occasione per sostenere la città. Il “caso Ceuta” affonda le sue radici nella particolare posizione della città autonoma, territorio spagnolo situato in Nord Africa e da tempo rivendicato dal Marocco.
La questione è diventata ancora più drammatica dopo la crisi migratoria esplosa tra il 30 e il 31 luglio, quando circa 72mila persone entrarono a Ceuta dal Marocco in uno dei più grandi arrivi di migranti mai registrati in Europa in un periodo così breve. Più di 63mila persone erano già rientrate in Marocco entro 72 ore, secondo i dati forniti dal governo spagnolo, ma l’emergenza non si è esaurita. Al 1° settembre risultavano 1.612 minori non accompagnati registrati a Ceuta, mentre le autorità hanno sottolineato che il numero effettivo potrebbe essere più alto.
Come sta andando il Ceuta in Segunda Division
La situazione è complicata anche sul piano sportivo. L’AD Ceuta ha perso le prime cinque partite della Segunda Division spagnola, restando ancora a zero punti. Le difficoltà della città hanno avuto ripercussioni anche sul mercato del club: secondo il presidente Luhay Hamido, 15 giocatori che erano vicini al trasferimento hanno rinunciato proprio per i timori legati alla situazione di Ceuta. Nonostante tutto, le iniziative di solidarietà proseguono. Proprio il Betis affronterà il Ceuta in un’amichevole in programma il 1° ottobre alla Cartuja di Siviglia, con l’incasso destinato a Caritas Ceuta. Una partita nata per mandare un messaggio di vicinanza e che arriva ora sullo sfondo di una vicenda diventata ancora più delicata dopo le minacce rivolte ad Abde.