Il 'caso Ceuta' diventa terreno di scontro tra i ministri di Sánchez
- Postato il 26 agosto 2026
- Estero
- Di Agi.it
- 0 Visualizzazioni
- 6 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Il 'caso Ceuta' diventa terreno di scontro tra i ministri di Sánchez
AGI - I tentativi di Pedro Sánchez di placare le polemiche sulla gestione della crisi migratoria a Ceuta sono falliti davanti allo scontro pubblico tra due dei suoi ministri sul ruolo avuto dall'intelligence.
All'episodio in seno all'esecutivo dedica un lungo approfondimento Politico, che sottolinea come l'arrivo - alla fine di luglio - di circa 72 mila migranti nell'exclave spagnola in Nord Africa, abbia colto di sorpresa Madrid e sollevato seri interrogativi sul perché i servizi segreti non fossero riusciti a rilevare l'insolito numero di persone che si radunava oltre confine.
Robles: "Il Cni ha svolto il suo lavoro"
Durante un'audizione d'emergenza al Parlamento spagnolo, il ministro della Difesa Margarita Robles ha insistito sul fatto che il Centro Nazionale di Intelligence (Cni), che si occupa di intelligence e controspionaggio sia interna che estera, avesse diramato un avvertimento alle autorità nazionali il 30 luglio, prima che migliaia di migranti iniziassero ad affluire nell'exclave. "Le nostre forze armate, i servizi segreti e, naturalmente, il Centro Nazionale di Intelligence hanno svolto il lavoro che era e deve svolgere, condividendo e analizzando queste informazioni con le forze di sicurezza statali e con lo staff della delegazione governativa", ha detto ai parlamentari, difendendo l'operato degli agenti che supervisiona.
Marlaska: "Nessun rapporto preannunciava l'accaduto"
La dichiarazione di Robles contraddice direttamente la versione dei fatti fornita dal ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska. Per settimane, quest'ultimo ha insistito sul fatto che il governo nazionale non avesse rafforzato il confine di Ceuta perché non aveva modo di prevedere l'improvviso afflusso di migranti. Il ministro ha replicato direttamente alla dichiarazione di Robles durante una conferenza stampa, insistendo sul fatto che ne' i servizi segreti spagnoli né agenti di intelligence stranieri avessero rilevato o segnalato nulla di insolito nei pressi di Ceuta. "Non c'era alcun rapporto che preannunciasse ciò che è poi accaduto il 30 luglio", ha affermato, aggiungendo che era una questione di "buon senso" che qualsiasi avvertimento sarebbe stato preso sul serio e gestito di conseguenza.
Lo scontro tra i due ministri
Dopo che i parlamentari hanno informato Robles che Grande-Marlaska aveva smentito la sua dichiarazione, il ministro della Difesa ha ribadito la sua posizione, affermando che i servizi segreti avevano avvertito le autorità il 29 luglio, un giorno prima di quanto da lei inizialmente dichiarato, aggiungendo che era "di dominio pubblico che delle persone stessero nuotando verso Ceuta". Ha però ammesso che i suoi agenti potrebbero aver informato le autorità nazionali "verbalmente". "I servizi segreti operano in molti modi" ha affermato. "Spesso, non sono necessari rapporti scritti".
Le accuse dell'opposizione
Lo spettacolo di due dei ministri di Sánchez con la maggiore anzianità di servizio che si contraddicono pubblicamente su ciò che il governo sapeva - e da quanto lo sapeva - è potenzialmente devastante per un esecutivo già sotto pressione su vari fronti. L'opposizione non si è lasciata sfuggire l'occasione per accusare l'esecutivo di Sánchez di tentare di insabbiare la gestione fallimentare della crisi. "Marlaska e Robles non si preoccupano nemmeno di nascondere i loro tentativi di accusarsi a vicenda di mentire sulla crisi di Ceuta", ha dichiarato Miguel Tellado, segretario generale del Partito Popolare. "La Spagna è stata attaccata e la risposta del primo ministro è stata quella di andare a prendere il sole e lasciare che i suoi ministri si azzuffassero tra loro per evitare di assumersi la responsabilità".
Asarta: "Tradita la sicurezza della Spagna"
Alberto Asarta, del partito di estrema destra Vox, si è spinto oltre, annunciando che avrebbe chiesto al Parlamento spagnolo di invocare l'articolo 102 della Costituzione, che consente di perseguire i membri del governo. "Non è possibile che 80 mila persone si radunino vicino al confine senza che i servizi segreti di Spagna e Marocco ne siano a conoscenza", ha affermato, aggiungendo che l'incapacità dei ministri di proteggere l'exclave "costituisce il crimine di tradimento contro la sicurezza della Spagna".
Continua a leggere...