Il caos biglietti della prosecuzione di Sinner-Medvedev mette Binaghi spalle al muro: a Roma ci vuole un tetto
- Postato il 16 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Un pasticcio tira l’altro dalle parti del Foro Italico. Dove con la pioggia non si può scendere a patti, ma dove forse servirebbe un po’ più di attenzione per cercare di limare alcuni dettagli che finiscono poi per generare confusione e polemiche. È il caso dei biglietti non più utilizzabili per la sfida di semifinale tra Sinner e Medvedev, quella interrotta venerdì sera per via della pioggia e posticipata per la conclusione al primo pomeriggio di sabato: coloro che si erano visti costretti a tornare a casa nella fredda serata di venerdì non sono potuti rientrare sul Centrale, perché il biglietto acquistato non dava loro l’opportunità di assistere alla prosecuzione del match.
- Il regolamento parla chiaro: si acquista una sessione...
- Roma pecora nera tra tutti i tornei Masters 1000 (e non solo)
- Il tetto sul Centrale, quella promessa mai mantenuta
Il regolamento parla chiaro: si acquista una sessione…
In pratica ad approfittare della situazione sono stati coloro che avevano deciso di salpare al Foro Italico nella giornata di sabato, quindi con l’intento di assistere alla finale del torneo femminile. E sarà stato un caso (in realtà no, ma poco cambia), ma per vedere i 10 minuti con i quali Sinner ha risolto la pratica Medvedev sugli spalti del Centrale di posti vuoti se ne sono visti veramente tanti. Mentre fuori c’era la fila per chi, costretto a rinunciare ad assistere al finale di partita nella serata di venerdì, avrebbe voluto godersi le ultime battute del match nella prosecuzione del sabato.
In realtà però le modalità d’acquisto dei tagliandi sono piuttosto chiare sin dal momento in cuoi viene effettuato il biglietto: di fatto non si compra una partita, ma una sessione, che nel caso del Centrale può essere diurna o serale. Quindi chi aveva diritto ad assistere alla partita tra Sinner e Medvedev era solo per via del fatto che questa era stata programmata nella sessione serale, e di fatto l’acquisto era stato fatto a scatola chiusa (non si può sapere fino a 24 ore prima della partita a che ora si giocherà, e quindi in quale sessione).
Tra l’altro per tutti loro che hanno assistito ai due set e mezzo nella serata di venerdì c’è anche un’ulteriore beffa: proprio per via del fatto che almeno due set sono stati completati, non è previsto alcun tipo di rimborso. Insomma, bagnati e… mazziati.
Roma pecora nera tra tutti i tornei Masters 1000 (e non solo)
Quanto accaduto a Roma nelle ultime ore è comunque la prassi per quel che riguarda ogni torneo di tennis che si rispetti. Il diritto di accedere ai campi si basa sempre su un principio di sessione, o al massimo di strutture (molti che nei giorni scorsi sono venuti al Foro Italico non avevano ad esempio i biglietti per sedersi sulle tribune del Centrale, ma solo sui campi periferici).
Chiaro però che per Binaghi e la FITP la brutta figura resta: Roma tra i Masters 1000 è ormai l’unico torneo a non prevedere la possibilità di far disputare partite al chiuso, e questo si sta rivelando un limite enorme per un movimento in costante ascesa. Il tetto al Foro Italico ormai è divenuto un’esigenza: anche tornei storici come Parigi e Wimbledon negli anni hanno “ceduto” alla modernità. Roma resta ancora all’età della pietra.
Il tetto sul Centrale, quella promessa mai mantenuta
Del tetto retrattile sul Centrale si sente parlare ormai da una decina d’anni abbondante. E fu proprio Angelo Binaghi ad avallare l’ipotesi che nel giro di qualche anno (era il 2015) si sarebbe arrivati a una conclusione favorevole, con un progetto da realizzare all’interno di un piano di espansione e ammodernamento di tutta l’area del Foro Italico. Nel tempo però quelle parole sono rimaste al vento, anche quelle che nel 2023 lasciavano presagire una copertura pronta per l’edizione 2026 (vista la pazza stagione primaverile corrente, sarebbe stata una manna dal cielo).
E invece adesso si torna a parlare della possibilità che il tetto faccia la sua comparsa nel 2028, anche se poi molto dipenderà soprattutto da quello che si vorrà fare con la nuova arena pensata anche per ospitare il progetto NBA Europe (anche se adesso pare che la franchigia che verrà installata a Roma giocherà al PalaEur, sebbene resti sullo sfondo l’idea di utilizzare il nuovo Centrale come contenitore per grandi appuntamenti sportivi e musicali, un po’ sulla falsariga dell’Arena Santa Giulia di Milano).
Se tutti i tornei dello slam hanno almeno due campo al coperto, Roma (che ambisce a diventare il quinto slam: parola di Binaghi) non può più restare a guardare. E dopo il pasticcio dei biglietti di Sinner-Medvedev la sensazione è che il tempo sia già scaduto.