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Il business della guerra nella denuncia del papà di un soldato russo disperso in Ucraina

  • Postato il 18 maggio 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
Il business della guerra nella denuncia del papà di un soldato russo disperso in Ucraina
Il business della guerra nella denuncia del papà di un soldato russo disperso in Ucraina

Buongiorno, sono il padre di un soldato disperso negli assalti suicidi del 102° reggimento». Si presenta così Anorin Aleksandr Igorevich, padre di un militare russo che non ha più fatto ritorno dal fronte. La sua denuncia è contenuta in un videomessaggio diffuso sul canale Telegram «Ne Zhdy Khoroshie Novo« sti» e diventato virale in Russia. Nella testimonianza il genitore descrive uno «schema criminale consolidato e molto redditizio» che avrebbe trasformato la guerra in Ucraina in un enorme affare. Una denuncia che offre anche una possibile risposta a una domanda che accompagna il conflitto da anni: perché l’esercito russo, nonostante le enormi e insensate perdite, non si ribella? Per il padre del soldato disperso, all’interno delle forze armate si sarebbe consolidato un sistema fondato su corruzione, estorsioni e continuo ricambio di uomini da mandare al massacro in prima linea. «L’interesse degli ufficiali, a partire dal livello del comandante di battaglione, è che i soldati continuino a morire: al loro posto arriveranno altri uomini e altri soldi da estorcere». Anorin sostiene che molte reclute vengano private dei premi di arruolamento attraverso pressioni e richieste di denaro. Chi non paga, racconta, rischia di essere rapidamente destinato a missioni senza ritorno. «I parenti dei morti e dei dispersi capiscono benissimo di cosa sto parlando», insiste l’uomo. I numeri, secondo il genitore, sono impressionanti: «Nel 102° reggimento, tra aprile dell’anno scorso e maggio di quest’anno, sono morti o dispersi 8.000 assaltatori, senza alcun avanzamento significativo sul terreno». In pratica, un reggimento composto da circa mille uomini sarebbe stato ricostituito e distrutto ben otto volte nel giro di pochi mesi.

Le perdite subite da alcuni reparti assumerebbero così un significato preciso. «Ammettendo che siano riusciti a estorcere un milione di rubli anche solo a 1.000 di questi 8.000 soldati, è già un miliardo di rubli (quasi 12 milioni di euro, ndr)». Secondo Anorin, oggi sarebbero centinaia i reggimenti e le brigate interessate da questo fenomeno. «Fatevi due calcoli e capirete il giro di soldi che c’è dietro. Tanti da comprare lo Stato maggiore dell’esercito e l’amministrazione presidenziale».

Più la guerra continua, afferma, più questo meccanismo produce vantaggi per chi lo gestisce. «Tanto loro restano al sicuro nei bunker, a guardare gli schermi, mentre i soldati muoiono». Il videomessaggio si chiude con accuse durissime al Cremlino. «Putin e il suo partito personale, Russia Unita, hanno disonorato il Paese e l’esercito. Il cretinismo strategico, la viltà e l’incapacità di guidare il Paese in un momento critico hanno portato la Russia sull’orlo della catastrofe». Dietro la retorica patriottica e gli slogan ufficiali emerge così il racconto di una guerra che continua a divorare vite umane per il tornaconto di pochi. Quella che doveva essere un’operazione lampo si è trasformata in un lungo conflitto di logoramento, dove decadenza morale e criminalità sembrano aver preso ormai il sopravvento. «Il disprezzo dei comandanti per la vita dei loro soldati la dice lunga, centinaia di migliaia di corpi restano abbandonati nei campi e nei boschi». Tra loro, probabilmente, anche quello di suo figlio.

*Analista e youtuber

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Autore
Libero Quotidiano

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