Idrogeno e motorsport, con la Ligier JS2 RH2 la sfida di Bosch passa da Le Mans
- Postato il 8 giugno 2026
- Fatti A Motore
- Di Il Fatto Quotidiano
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Per oltre un secolo Le Mans è stata il luogo dove l’automobile ha imparato a correre più veloce. Oggi, forse, sta imparando a diventare più sostenibile. Tra Hypercar ibride, carburanti rinnovabili e nuovi materiali, la 24 Ore più famosa del mondo continua infatti a rappresentare uno dei più importanti laboratori tecnologici dell’industria automotive. Ed è proprio qui che Bosch ha deciso di mostrare la sua interpretazione di una delle possibili strade per il futuro della mobilità ad alte prestazioni: l’idrogeno.
La protagonista è la Ligier JS2 RH2, prototipo sviluppato da Bosch Engineering insieme a Maserati e Ligier Automotive. Una vettura che nasce per rispondere a una domanda precisa: è possibile conservare il fascino del motore a combustione interna riducendone drasticamente l’impatto ambientale? Per l’azienda tedesca la risposta potrebbe arrivare proprio dall’idrogeno.
Il cuore del progetto è infatti una versione profondamente modificata del Maserati Nettuno, il moderno V6 biturbo da tre litri che equipaggia alcuni dei modelli più sportivi della Casa del Tridente. Gli ingegneri hanno mantenuto componenti fondamentali come la testata e i turbocompressori, intervenendo però su pistoni, sistema di alimentazione, accensione ed elettronica di controllo per consentire l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile.
La trasformazione più significativa riguarda il sistema di iniezione. Al posto della tradizionale alimentazione a benzina è stato adottato un avanzato sistema di iniezione diretta dell’idrogeno, capace di garantire precisione, affidabilità e prestazioni anche nelle condizioni più severe tipiche dell’endurance. Il sei cilindri sviluppa circa 480 kW, equivalenti a oltre 650 cavalli, con una coppia massima di 880 Nm.
Ma forse ancora più importanti dei dati tecnici sono quelli raccolti in pista. Dalla presentazione del progetto, la Ligier JS2 RH2 ha infatti accumulato quasi 8.000 chilometri di test in differenti condizioni climatiche e di utilizzo, senza evidenziare criticità tecniche significative. Non è un dettaglio secondario. Perché se fino a pochi anni fa l’idrogeno veniva considerato soprattutto una tecnologia da laboratorio, oggi costruttori e fornitori stanno cercando di valutarne concretamente applicazioni e potenzialità.
E quale luogo migliore di Le Mans per mettere alla prova una nuova tecnologia? Poche competizioni al mondo riescono infatti a sottoporre un sistema propulsivo agli stessi livelli di stress, temperatura, vibrazioni e affidabilità richiesti da una gara di 24 ore. “Il mondo del motorsport sta cambiando: cresce la consapevolezza ambientale tra i piloti e i tifosi di tutto il mondo, mentre l’attenzione alle emissioni e alla protezione del clima stanno diventando sempre più importanti nella progettazione dei veicoli. Bosch Motorsport sta guidando attivamente questa trasformazione con concept che consentono l’uso dell’idrogeno nel motorsport”, spiega Gianfranco Fenocchio, General Manager Bosch Engineering GmbH Branch in Italy.
Per ora la Ligier JS2 RH2 continuerà a svolgere il ruolo di dimostratore tecnologico e sarà protagonista delle attività dedicate all’idrogeno durante la settimana della 24 Ore. Ma il messaggio che arriva dalla Sarthe è già chiaro: accanto all’elettrificazione, l’idrogeno sta iniziando a ritagliarsi uno spazio sempre più concreto, soprattutto nei contesti dove autonomia, rapidità di rifornimento e prestazioni restano elementi fondamentali.
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