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IA, un nuovo modello di intelligenza artificiale cinese a basso costo sfida OpenAI e Anthropic

  • Postato il 7 luglio 2026
  • Di Panorama
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  • 4 min di lettura
IA, un nuovo modello di intelligenza artificiale cinese a basso costo sfida OpenAI e Anthropic

Sovente si ripete che la corsa all’Intelligenza Artificiale sia una gara a due tra Stati Uniti e Cina, e gli eventi recenti nel mondo dell’IA non fanno che rafforzare questa narrazione.

Le aziende americane raggiungono nuovi traguardi nello sviluppo dei modelli, quelle cinesi prontamente colmano il gap. Il lancio dell’ultimo modello di IA della cinese Zhipu AI non fa che confermare questo trend.

Quasi al livello di Claude, a un sesto del costo

Nelle ultime settimane, il nuovo modello di Zhipu, GLM-5.2, ha scalato rapidamente le classifiche su piattaforme come OpenRouter (piattaforma che offre una chiave unificata per accedere a centinaia di modelli linguistici di intelligenza artificiale) superando per volume di utilizzo i modelli di punta di Anthropic.

Secondo esperti e sviluppatori americani, come David Sacks (ex AI Czar di Trump) o il miliardario del settore tech Marc Andreessen, le sue capacità di coding e agent (esecuzione di compiti complessi con prompt minimi) si avvicinano a quelle di Claude Opus 4.8 di Anthropic e GPT-5.5 di OpenAI, ma a una frazione del costo, circa un sesto.

Tali performance del modello cinese sono state validate da Snowflake, colosso americano dei dati cloud che ha pubblicato un’analisi tecnica dettagliata condotta dal team ingegneristico.

I test interni condotti su 103 compiti di programmazione complessi hanno dimostrato che GLM-5.2 ha ottenuto un punteggio del 66% contro il 67% di Claude, arrivando a un solo punto percentuale di distacco dal leader americano, ma a una frazione del prezzo.

Esistono difetti, ad esempio il fatto che il modello cinese tende ad analizzare troppo i dettagli errati e consuma più memoria, eppure l’incredibile convenienza economica complessiva è stata di fatto confermata.

Le preoccupazioni degli esperti americani

Il motivo del clamore risiede nelle tempistiche politiche in cui è arrivato il lancio del nuovo modello, avvenuto lo scorso 13 giugno. Il giorno precedente il governo americano aveva imposto un blocco all’esportazione dei modelli di frontiera statunitensi a causa di timori sulla sicurezza nazionale.

Il divieto è stato poi rimosso il 30 giugno, ma il fatto che Zhipu AI abbia rilasciato un modello open-source gratuito, che gira su chip interamente cinesi (Huawei Ascend) e che eguaglia i software americani, è stato visto da figure come Sacks e Andreessen come la prova che il protezionismo USA rischia di danneggiare le Big Tech americane a favore dei concorrenti asiatici.

Con la rimessa in commercio dei nuovi modelli di punta, Open AI e Anthropic sono tornate ad avere i modelli più potenti in circolazione, modelli che però, secondo i listini ufficiali delle chiavi pubblicati dagli aggregatori di mercato come OpenRouter, costano dalle 6 alle 8 volte di più rispetto al modello cinese.

Cresce l’adozione di IA cinesi?

Sorge quindi spontanea una domanda, la strategia di rendere l’intero sistema AI cinese open-source e a prezzi ridotti sta pagando?

Sembrerebbe di sì. La strategia cinese è chiara: Sì, la strategia dell’open-source a prezzi stracciati sta pagando enormemente per la Cina.

Non è certamente una scelta di beneficenza quella fatta da Pechino, bensì una precisa strategia asimmetrica, nota come “commodity-the-competitor”, ovvero trasformare in materia prima a basso costo il prodotto di punta del rivale.

La licenza MIT fornita dai modelli cinesi, che permette a chiunque di utilizzare, copiare, modificare, distribuire e vendere il software, ha permesso ai modelli cinesi di superare la quota di download dei modelli americani su piattaforme come Hugging Face, guidati dalle famiglie Qwen (Alibaba) e dalla stessa GLM.

Va però fatta una distinzione cruciale, perché il quadro cambia radicalmente secondo il parametro considerato. Sul fronte degli utenti finali, ovvero le visite a siti e app di chatbot come ChatGPT, Gemini o Claude, gli Stati Uniti restano ampiamente dominanti.

Secondo l’ultimo report RAND, i modelli americani hanno catturato circa il 93% delle visite globali ai siti LLM ad agosto 2025, un dominio che le fonti più recenti confermano stabile, anche se leggermente diminuito, in una forbice tra l’87% e il 93%.

Il discorso si ribalta invece sul fronte dello sviluppo software e degli agenti IA, cioè l’uso professionale tracciato da piattaforme come OpenRouter: qui la quota cinese, che si aggirava intorno al 30% nella media del 2025, è cresciuta rapidamente nel corso del 2026, superando il 45% del traffico totale ad aprile.

La corsa all’IA è quindi un affare a due, Europa non pervenuta.

Autore
Panorama

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