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I suoni del Patrimonio Mondiale Unesco

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Di Focus.it
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I suoni del Patrimonio Mondiale Unesco
Un mantra recitato nello stupa di Boudhanath, uno dei luoghi più noti di Kathmandu, la capitale del Nepal. Le gondole e la folla in piazza San Marco, a Venezia. Il riverbero delle voci all'interno del Taj Mahal, in India. Sono alcuni dei suoni registrati nei siti del Patrimonio Mondiale Unesco, raccolti dal progetto Cities and Memory https://citiesandmemory.com/. Fondato dal sound artist britannico Stuart Fowkes, riunisce suoni registrati in luoghi e manifestazioni in tutto il mondo, che sono poi trasformati in composizioni da artisti: sul sito, si possono ascoltare sia le registrazioni originali, sia le versioni reinterpretate dai musicisti. Cities and Memory include vari progetti tematici, come Sonic Heritage, dedicato ai siti e al patrimonio culturale immateriale Unesco: potete ascoltare sotto, per esempio, i suoni di templi dell'Asia di cui parliamo su Focus n° 403.. Registra e collabora. "Cities and Memory unisce il mondo delle registrazioni sul campo, della sound art e della composizione per creare una nuova forma di ascolto. Gli artisti lavorano con registrazioni come materiale di partenza e fonte di ispirazione per creare composizioni inedite, costruendo un mondo sonoro alternativo e immaginario da esplorare", ci racconta Stuart Fowkes. "Cities and Memory copre più di 140 paesi e territori, con oltre 8.000 suoni, che spaziano dalla natura alle proteste, dalla preghiera ai paesaggi sonori urbani, fino alle registrazioni etnografiche e storiche. Il trambusto della Grand Central Station di New York, i canti tradizionali dei pescatori sul lago Turkana, il rumore dei data center di Birmingham. Chiunque nel mondo può partecipare, contribuendo con una registrazione sonora o una composizione: abbiamo creato una comunità globale di oltre 2.500 artisti. Per quanto riguarda le registrazioni, si va dai dai fonici professionisti a persone che registrano con i loro cellulari. Gli artisti spaziano da produttori e DJ ai musicisti classici: praticamente ogni stile musicale o sonoro è rappresentato. Le rielaborazioni sonore possono assumere qualsiasi forma e includere musica ambient ricomposta, elettronica, frammenti vocali, sound art, radio art, composizioni astratte e molto altro".Stuart Fowkes ha creato Cities and Memory nel 2015, "partendo da una registrazione effettuata sotto un ponte vicino a casa mia a Oxford. Il nome deriva dal libro di Italo Calvino Le città invisibili, in cui una sezione si chiama "Le città e la memoria". Nel libro, Marco Polo descrive città fantastiche di tutto il mondo, ma diventa chiaro che in realtà sta descrivendo la sua città natale, Venezia, in molti modi diversi. Questa idea che l'esperienza di una città sia molto diversa dalla propria e che ognuno di noi viva i luoghi in modo unico è fondamentale per la filosofia del progetto".. Turismo non solo da foto. La parte Sonic Heritage indaga in particolare i suoni dei siti Unesco. "Nella nostra cultura dominata dalle immagini, tutto sembra ruotare intorno al luogo in cui scattare la foto per Instagram o il video per TikTok. Raramente invece il suono entra in gioco quando pensiamo al turismo o a ciò che rende un luogo speciale, e questo vale anche per la conservazione. Quindi in questo progetto intraprendiamo un viaggio per esaminare il ruolo che il suono svolge in questi spazi considerati tra i più significativi dal punto di vista culturale al mondo", conclude Stuart Fowkes. "Sonic Heritage contiene i suoni dei siti patrimonio mondiale e del patrimonio culturale immateriale: pratiche culturali e lavorative da tutto il mondo come la raccolta dell'agave e la preparazione delle tortillas; danze tradizionali, tra cui il flamenco spagnolo e i dervisci rotanti turchi; musiche come la gnawa dell'Africa occidentale e l'opera tibetana; versi di animali, come i gorilla di montagna in Uganda e i famosi corvi della Torre di Londra". .
Autore
Focus.it

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