Ormai è chiaro: i Neanderthal erano molto più intelligenti e avanzati di quanto inizialmente pensassimo, come dimostra la loro capacità di creare rappresentazioni artistiche e simboliche o di produrre adesivi naturali come il catrame di betulla.
Ora una nuova ricerca aggiunge un altro tassello sorprendente alle abilità dei nostri antichi cugini: il catrame di betulla non era utilizzato solo come adesivo, ma fungeva anche da antibiotico. I dettagli della scoperta sono pubblicati su PLOS One.. Oltre la resina: la sofisticata produzione del catrame di betulla
Produrre il catrame di betulla non era semplice: la corteccia della pianta doveva essere riscaldata in condizioni di scarso ossigeno, una tecnica sorprendentemente sofisticata per l'epoca. Il metodo più elementare, noto come metodo della condensazione, prevedeva di bruciare la corteccia sotto una superficie di pietra e raccogliere il catrame che si condensava sopra.
Il risultato era un adesivo eccellente, usato per fissare le punte di pietra ai manici di legno degli strumenti da caccia e da lavoro.. Per verificare se, come sospettavano, il catrame aveva anche un'altra funzione, i ricercatori hanno raccolto la corteccia di due specie di betulla comuni all'epoca dei neanderthal, e hanno prodotto il catrame con gli stessi antichi metodi rudimentali dell'epoca.
Hanno poi testato le proprietà antibiotiche del catrame ricavato contro lo stafilococco aureo e l'Escherichia coli. La sostanza si è rivelata sorprendentemente efficace nell'uccidere lo stafilococco aureo, mostrando dunque inaspettate proprietà antibiotiche.. Farmacia naturale: camomilla, achillea e i primi "antibiotici" della storia
Secondo i ricercatori, i Neanderthal erano probabilmente a conoscenza delle proprietà medicinali del catrame. Innanzitutto per esperienza diretta, dal momento che chi lo produceva entrava inevitabilmente in contatto con la sostanza, e se questa aiutava a prevenire infezioni o a lenire le ferite è verosimile che se ne accorgesse.
Sappiamo inoltre dall'analisi del tartaro dentale che i Neanderthal cercavano e ingerivano volontariamente piante con proprietà terapeutiche (come la camomilla, antinfiammatoria, e l'achillea, nota erba medicinale).. Infine si prendevano cura degli altri, come dimostra l'analisi dei resti di un individuo vissuto in Iraq circa 50.000 anni fa, che sopravvisse a gravi lesioni solo grazie all'assistenza prolungata della comunità. Per tutti questi motivi, gli autori ipotizzano che i nostri cugini fossero a conoscenza delle proprietà benefiche del catrame di betulla e che lo sfruttassero per curare ferite e prevenire infezioni cutanee..