‘I mitici’, la storia di quattro amici e il duro scontro tra passato e presente
- Postato il 13 aprile 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Rimpiangere le cose belle e perdute non serve a niente” dice Marco, una delle due voci narranti nonché protagonista del romanzo I mitici della scrittrice siciliana Rosalia Messina, per ChiPiùNeArt Edizioni. Un romanzo che è la storia di quattro amici (tre uomini e una donna, Giulia), tra presente (hanno tutti poco meno di cinquant’anni) e passato. Avevano cementato la loro amicizia al Liceo, poi, per un po’, erano rimasti in contatto e infine, come succede nella vita a tanti di noi, si erano persi di vista. Per poi ritrovarsi perché uno di loro, Stefano, autodistruttivo e testa calda fin dai tempi della scuola, è morto schiantandosi in auto, ubriaco.
La prima parte del libro è un treno in corsa. Senza fermate. Il lettore non vuole sapere come finirà la storia di quattro amici; il lettore ha semplicemente fretta di passare alla pagina successiva. Il ritmo rallenta poi, quando dal presente si torna al passato, ai segreti che fanno male, ai fantasmi che restano nella mente.
La seconda voce narrante è Giulia, una donna bella e difficile. Sposata con Ric, il quarto componente de “I mitici”. La vita di Giulia e del marito è la vita di tante coppie, tra alti e bassi, noia, e con la domanda Sono felice?, che resta sospesa, perché è meglio non pensarci.
Insomma un libro sull’amicizia, sui sensi di colpa, sui tradimenti, sullo sfondo il mare di Sicilia e il suo mare d’inverno, tra le cui onde affiorano ricordi, nostalgia e rimpianti che fanno piangere, certo, ma è un attimo. C’è semmai uno scontro, duro, tra passato e presente. Un esempio. La madre di Giulia in passato era una bella donna. E Marco, una volta ospite di Giulia, la vide per caso nuda, solo con le mutandine. Un’immagine forte. Marco si masturberà pensando a lei. Ma ecco il presente: quell’immagine che aveva turbato un ragazzo di diciott’anni, oggi, è una vecchietta consumata dall’Alzheimer.
Il passato non torna, il passato, per dirla alla Carofiglio, è una terra straniera. Lontana. De “I mitici” e dei loro sogni cosa resta? Sono destinati a restare fermi ai tempi della scuola come una fotografia, oppure qualcosa è rimasto e vivrà? Al quesito risponderà l’ultimo capitolo.
La scrittura è elegante, veloce (ma mai nevrotica). Il punto di forza del romanzo, oltre alle pagine incalzanti di cui abbiamo già detto, è l’analisi psicologica. Senza verdetti o giudizi sui rimpianti, sulle vigliaccate, sui difetti che i protagonisti e tutti noi abbiamo.
Rosalia Messina, siciliana, vive a Bologna. Ha pubblicato opere di narrativa: Prima dell’alba e subito dopo (Perronelab, 2010); i romanzi Più avanti di qualche passo (Città del sole, 2013), Marmellata d’arance (Arianna, 2013 e 2025), Gli anni d’argento (Algra, 2015), Morivamo di freddo (Durango, 2017), Uno spazio minimo (Melville, 2017), La stagione dell’angelo (ChiPiuNeArt, 2020), Nulla d’importante tranne i sogni (Arkadia, 2023). Ha vinto numerosi premi letterari. Collabora con Letteratitudine, Sololibri e 84 Charing Cross. Cura la rubrica letteraria quindicinale Una tisana, un libro nell’ambito del programma IpsoFacto (Canale Europa TV) condotto da Francesca Ghezzani.
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