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I migranti separati da Ice sono nella foto dell'anno

  • Postato il 23 aprile 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 5 min di lettura
I migranti separati da Ice sono nella foto dell'anno
I migranti separati da Ice sono nella foto dell'anno

AGI - Una foto di una famiglia di migranti in lacrime, separata dall'Ice (Immigration and Customs Enforcement), ha vinto il primo premio al concorso World Press Photo 2026. L'immagine, scattata dalla fotografa americana Carol Guzy dell'agenzia di stampa statunitense ZUMA e dell'iWitness Institute per il Miami Herald, mostra il momento straziante in cui Luis, un migrante ecuadoriano, è stato arrestato e separato dalla moglie Cocha e dai loro figli dopo un'udienza presso il tribunale dell'immigrazione di New York il 26 agosto 2025.

Scattata all'interno di un edificio federale statunitense a cui era stato concesso un accesso eccezionale ai fotografi, la foto mostra i volti in lacrime e in preda al panico delle sue due figlie mentre si aggrappano disperatamente al maglione del padre. "Il semplice fatto di documentare ciò che accade, di mostrare che le persone possono davvero scomparire senza lasciare traccia e di ritenere responsabili sia gli agenti che i loro servizi, credo sia un ruolo assolutamente essenziale che la stampa svolge in questo tribunale", ha dichiarato la vincitrice. "Questo premio appartiene a loro".

Il prestigio del world press photo

Da 71 anni, il concorso World Press Photo premia annualmente "il meglio del fotogiornalismo e della fotografia documentaristica a livello mondiale", secondo il sito web dell'organizzazione. "Il coraggio con cui queste persone hanno accettato di aprire le loro vite alle nostre macchine fotografiche ci ha permesso di raccontare le loro storie. Questo premio appartiene a loro, non a me", ha affermato la signora Guzy nel suo discorso di accettazione.

Le foto finaliste e le crisi globali

La giuria, che ha esaminato 57.376 fotografie scattate da 3.747 fotoreporter provenienti da 141 paesi, ha anche annunciato le due foto finaliste. La prima immagine, "Gaza Aid Crisis" di Saber Nuraldin per EPA Images, mostra una folla di palestinesi che si arrampicano su un camion di aiuti umanitari che entra nella Striscia di Gaza per prendere della farina, durante quella che l'esercito israeliano ha definito una "sospensione tattica" delle consegne di aiuti umanitari. Per il fotoreporter di Gaza, questo premio è "fonte di orgoglio, di un profondo senso di responsabilità e di tristezza". "Ero nel cuore della situazione, provando la stessa fame, la stessa paura e lo stesso peso emotivo. Questa immagine è nata da quell'esperienza diretta e vissuta", ha spiegato all'AFP.

Dignità e giustizia sociale nei ritratti

La seconda, "The Trials of the Achi Women" di Victor J. Blue per il New York Times Magazine, è un ritratto in bianco e nero di donne Achi che escono da un tribunale guatemalteco dopo aver vinto una battaglia legale contro coloro che le avevano aggredite e spesso violentate 42 anni prima durante la guerra civile. La giuria ha sottolineato la "dignità e l'autorevolezza" delle donne, in contrasto con le rappresentazioni storiche che le dipingono come "soggetti impotenti". Il fotografo Luis Tato dell'Agence France-Presse ha vinto un premio nella categoria "Storie" per la regione Africa con una serie di foto che documentano le proteste della "Generazione Z" in Madagascar.

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Autore
Agi.it

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