“I media sono crudeli con le ragazze famose, specialmente con me. Ho sempre avuto una tremenda pressione addosso, ma sono stufa di essere giudicata per tutto, a partire dal cognome”: lo sfogo di Paris Hilton
- Postato il 8 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Per troppo tempo hanno visto una versione di me che non era vera”. Paris Hilton apre così il suo racconto, mettendo subito a fuoco il punto centrale di Infinite Icon: A Visual Memoir, il documentario che dal 30 gennaio arriva al cinema e che segna una svolta nel modo in cui l’ereditiera americana sceglie di raccontarsi. In un’intervista a La Stampa, Hilton parla senza filtri della pressione “tremenda” vissuta per anni, del peso del cognome che porta e di un sistema mediatico che, dice, “è stato particolarmente crudele con le ragazze famose”.
A 44 anni, Paris Hilton prende le distanze dall’immagine patinata della party girl che per due decenni ha dominato tabloid e reality. Nel documentario — diretto da Bruce Robertson e JJ Duncan — scoppia a piangere già nel primo minuto, raccontando il carico emotivo che si è portata addosso fin dall’adolescenza. “Ho fatto questo film come un diario visivo della mia vita attraverso la lente della musica”, spiega. Un linguaggio non casuale, perché la musica, per lei, non è un vezzo recente ma una presenza costante: “È sempre stata una fuga, mi ha salvata dal dolore e dai traumi”.
Hilton torna anche su un tema che negli ultimi anni ha segnato profondamente il suo percorso pubblico: gli abusi subiti da adolescente, di cui ha già parlato in passato e per i quali si è battuta anche a livello politico. “La musica mi ha salvata da tutto questo“, dice, spiegando di aver trovato nei suoni e nei club, nello studio e nei rave, uno spazio di protezione e di libertà. Oggi quel percorso confluisce nel suo secondo album, Infinite Icon, che accompagna il film.
Il documentario è anche una risposta diretta a ciò che i media hanno costruito intorno a lei: “Ho interpretato a lungo un personaggio“, ammette. “Quella ragazza che pensava solo allo shopping e alle discoteche. A un certo punto mi sono stancata di essere giudicata per tutto, a partire dal cognome che porto“. Hilton cita esplicitamente la durezza riservata a molte giovani donne diventate famose negli anni Duemila, facendo il nome di Lindsay Lohan e parlando di un accanimento che, nel suo caso, è stato amplificato dalla notorietà della famiglia. Riprendersi la propria narrazione è stato un atto necessario: “Sentivo che era arrivato il momento di calare la maschera, trovare la mia voce e raccontare io la mia verità, dopo tutto quello che hanno detto gli altri“, spiega. Non per riscrivere il passato, ma per rimetterlo al suo posto: “Qualsiasi cosa ci capiti nella vita non definisce chi siamo per sempre. Se siamo forti e resilienti possiamo diventare chi vogliamo”.
Il messaggio che attraversa Infinite Icon è volutamente positivo, ma non ingenuo. Hilton parla di gentilezza come scelta consapevole: “Non c’è niente di più iconico della gentilezza e del fare del bene. Quando spargi bene nel mondo, quel bene torna indietro”. Un principio che oggi guida anche il suo attivismo: è stata a Capitol Hill per testimoniare a favore della tutela dei minori vittime di abusi, un impegno che considera parte integrante della sua identità adulta. Alla domanda su come sia oggi la vita quotidiana di un’icona globale, Hilton risponde con un elenco che restituisce la misura della sua trasformazione: cantante, attrice, imprenditrice, designer, scrittrice, madre. “Mi capita di seguire anche venti progetti in un solo giorno”, racconta. Ha appena lanciato la sua trentesima fragranza, continua a fare concerti in tutto il mondo e non smette di lavorare neppure la sera. “Non mi fermo mai. E quando posso, mi occupo dei miei figli“.
Il relax è una parentesi rara, confinata ai weekend: “Amo la mia vita perché scelgo di impegnarmi solo in progetti in cui credo davvero”, dice. L’obiettivo, chiarisce, è uno solo: “Portare gioia alle persone attraverso la musica, i miei prodotti, la mia voce e il mio cuore”. E, soprattutto, offrire conforto a chi ha vissuto esperienze simili alle sue. Nel raccontare le sue fonti di ispirazione, Hilton cita Madonna e Britney Spears, ma anche Marilyn Monroe e la principessa Diana, figure che, a suo dire, hanno pagato un prezzo altissimo alla fama. Tra i nomi contemporanei, apprezza registe come Emerald Fennell e Sofia Coppola, e attrici come Angelina Jolie, Jennifer Aniston e Reese Witherspoon. Quanto agli attori, non ha dubbi: “Brad Pitt. Un attore pazzesco”.
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