I giudici “un cancro da estirpare”? Il senatore Zaffini ha dato fiato agli umori che sente in casa
- Postato il 18 marzo 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Il senatore Franco Zaffini, Fratelli d’Italia, presidente della commissione Sanità del Senato, ha invitato a votare Sì perché i giudici sarebbero un cancro da estirpare. Non si tratta di un lapsus, ma della ovvia prosecuzione di una campagna fondata su volgarità, falsificazioni, delegittimazione di tutto l’ordinamento giudiziario, senza eccezione lacuna, senza distinzione tra i colori delle toghe; del resto persino i post fascisti sanno benissimo che la maggioranza dei giudici non ha votato per le toghe rosse, ma proprio per le toghe nere.
Loro non odiano i giudici “comunisti”, ma chiunque voglia svolgere la propria funzione nel rispetto della legalità e della Costituzione repubblicana. Esattamente come odiano non le presunte “penne rosse” ma qualsiasi cronista che voglia ancora fare delle domande o mettere il naso nella trattativa stato mafia, nei rapporti tra neofascisti, servizi deviati, gli avanzi della P2. Basterebbe ricordare lo spionaggio a carico di Fanpage e non solo.
Loro odiano la Costituzione e vogliono porre fine alla divisione dei poteri. Nel loro progetto, come in quello di Licio Gelli, la magistratura dovrebbe aiutare il governo e non esercitare un controllo di legalità. Sognano un presidenzialismo senza contrappesi.
Il senatore Zaffini ha solo dato fiato agli umori che sente in casa. Prima di Lui abbiamo sentito parlare di magistrati para-mafiosi, delle cose buone dette e fatte da Licio Gelli, di plotone di esecuzione, ora siamo al cancro da eliminare. Per non parlare del comizio televisivo della presidente Meloni che ha rappresentato la più clamorosa violazione, mai attuata, delle regole della par condicio. A proposito, ma Marina Berlusconi aveva inviato anche alle sue reti il “commovente appello” ad abbassare i toni? E pensare che nel centro sinistra qualcuno la voleva come leader dello schieramento…
Le parole del senatore Zaffini hanno davvero passato il segno e meritano la più alta e ferma risposta istituzionale.
In ogni caso chi volesse conoscere meglio le storie dei magistrati, dei poliziotti, dei carabinieri, dei giornalisti, dei cittadini ammazzati dalle mafie, non perda l’occasione di recarsi a Torino il prossimo 21 marzo per il tradizionale appuntamento con Libera e con don Luigi Ciotti, che ricorderà quell’intreccio tra mafia e politica che ha minato e mina dall’interno la nostra Costituzione e farà l’appello di chi ha perso la vita per contrastare il cancro, per usare la pessima di espressione del senatore Zaffini.
Nel frattempo mafie, malaffare, corruzione, ringraziano chi vuole eliminare chi li ha contrastati e li contrasta. Anche a costo di perdere la vita.
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