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I giovani Pd mettono le tende e aizzano la rivolta sulla casa

  • Postato il 9 ottobre 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 7 min di lettura
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I giovani Pd mettono le tende e aizzano la rivolta sulla casa
I giovani Pd mettono le tende e aizzano la rivolta sulla casa

Per la casa o per la scuola. Basta che si scenda in piazza. Anche se al traino della Cgil. A sinistra hanno deciso di copiare Madrid e Parigi. Se nel Campo largo mancano leadership e piattaforma programmatica, ecco che il collante della mobilitazione permanente consente, almeno per un po’, di metterci una pezza. I Giovani democratici, ad esempio, hanno deciso di piantare le tende. In tutti i sensi.

Ieri una delegazione dell’organizzazione giovanile del Pd guidata dalla segretaria Virginia Libero - quella della frase sui «disertori» pacifisti da accogliere - si è radunata a piazza Bologna, a Roma, zona di studenti universitari, per lanciare la campagna “generazione senza casa”. Obiettivo: soffiare sul fuoco dell’emergenza alloggi e sul «diritto all’abitare».

Da qui l’uso delle tende. «Trovare una casa in cui vivere è diventato impossibile, le nostre città si riempiono di affitti brevi e sempre più alti. Mobilitiamoci!». Una versione riveduta e corretta delle tendopoli per Gaza davanti alle università.

 

ACCAMPAMENTI

«Basta gente senza case, basta case senza gente. Altro che tetto agli stranieri, il tetto che ci serve è quello sopra la testa. Abbiamo deciso di piantare queste tende per rompere il muro di silenzio sull’emergenza casa.

Saremo l’ariete per sfondare questo muro di silenzio!», urla Virginia al microfono nel giardinetto in mezzo alla piazza. Parole simili a quelle pronunciate, a un paio di chilometri di distanza, dagli attivisti di Spin Time sgomberati dal palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme. La segretaria dei Giovani dem chiama a raccolta «chi cerca casa e non la trova, chi la trova ma non può pagarla, chi ha smesso di credere di poterla trovare. Venite qui con noi!». Il 15 ottobre, sullo stesso tema, si ritroverà a piazza dei Cinquecento, a Roma, la rete antagonista guidata da Asia Usb - Movimenti per il diritto all’abitare.

In programma, alle 17,30, c’è un’assemblea pubblica davanti alla stazione Termini: «È arrivato il momento di mobilitarci, riprendendoci con decisione le strade, insieme a chi è sotto minaccia di sfratto o di sgombero, a chi è un passo dalla morosità, a chi, per pagare l’affitto o il mutuo, rinuncia a curarsi e a tante altre cose».

Poi c’è la scuola, destinata a giocare un ruolo decisivo nella manifestazione che “La via maestra”, la sigla con la quale la Cgil ha allargato il suo perimetro a un centinaio di associazioni (tra cui Anpi, Libera, Arci e Rete per il disarmo), tornerà in piazza sabato 17 ottobre (domani il monopolio sarà dei movimenti pro-Pal) con un corteo che partirà da piazza della Repubblica per concludersi a piazza del Popolo.

L’iniziativa sarà illustrata nel dettaglio del leader della Cgil, Maurizio Landini, lunedì presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera, a Roma. Qualcosa, però, già di sa. Il sindacato rosso guiderà la mobilitazione per reagire alla «torsione autoritaria» in atto in Italia e in Europa.

Nella piattaforma di rivendicazione, nel nome della «difesa» e della «piena attuazione della Costituzione», c’è di tutto: la «pace», per dire no alla «conversione della nostra economia in un’economia di guerra»; l’opposizione «all’autonomia differenziata e alla controriforma elettorale»; e naturalmente la scuola, reduce dal decreto del governo sul tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi. «Faremo un grande spezzone studentesco», ha rivelato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi, al quotidiano La Stampa.

 

MODELLO FRANCESE

Il mese dopo, il 20 novembre, il bis: in programma c’è lo sciopero studentesco internazionale. «In tutta Italia», ha assicurato Federica Corcione, coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti. «Facciamo come in Francia», è la parola d’ordine che corre sui social. «Saremo in piazza al fianco delle realtà giovanili e studentesche di tutta Europa in una grande mobilitazione contro guerra, militarismo e repressione!». L’autunno caldo è iniziato.

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Autore
Libero Quotidiano

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