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I genitori di Chiara Poggi in tv: "Per ora il colpevole è Stasi"

  • Postato il 4 ottobre 2026
  • Cronaca
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
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I genitori di Chiara Poggi in tv: "Per ora il colpevole è Stasi"
I genitori di Chiara Poggi in tv: "Per ora il colpevole è Stasi"

AGI - "A noi la giustizia ha dato un colpevole, per noi è Stasi. Se questa nuova indagine, la procura, ci darà un nuovo colpevole, ne prenderemo atto". Lo hanno detto i genitori di Chiara Poggi, Giuseppe e Rita, ospiti oggi alla trasmissione "Verissimo", condotta da Silvia Toffanin su Canale 5, commentando la nuova inchiesta della procura di Pavia sul delitto della figlia che vede come unico indagato Andrea Sempio.

Garlasco, le altre dichiarazioni dei genitori di Chiara Poggi

"Siamo stanchi di vedere le nostre intercettazioni pubblicate. Siamo stanchi di vedere pubblicate le conversazioni con nostro figlio". "Non è mai stato messo un freno - hanno detto - vorremmo che tutto questo finisse presto, ma non perché diciamo qualcosa di male, ma perché limita la nostra privacy, la nostra intimità. Ogni sera sentiamo nostro figlio al telefono e, dopo avergli chiesto cose legate alla sua quotidianità, è normale poi parlare anche di tutto quello che sta succedendo". L'intervista integrale ai genitori di Chiara andrà in onda in prima serata, su Canale 5.

"Pronti a restituire i soldi del risarcimento"

"Il risarcimento? Siamo pronti a restituirlo se la giustizia lo disporrà", hanno assicurato i coniugi rispondendo alla domanda su una eventuale restituzione del risarcimento alla famiglia di Alberto Stasi nel caso in cui le indagini dovessero portare a un nuovo colpevole. "Lo restituiremo - ha risposto Giuseppe Poggi - è ancora su un conto corrente che condividiamo con nostro figlio".

"Limitata la nostra privacy"

"Siamo stanchi di vedere le nostre intercettazioni pubblicate. Siamo stanchi di vedere pubblicate le conversazioni con nostro figlio". "Non è mai stato messo un freno - hanno detto - vorremmo che tutto questo finisse presto, ma non perché diciamo qualcosa di male, ma perché limita la nostra privacy, la nostra intimità. Ogni sera sentiamo nostro figlio al telefono e, dopo avergli chiesto cose legate alla sua quotidianità, è normale poi parlare anche di tutto quello che sta succedendo". 

 

 

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Autore
Agi.it

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