I genitori dei bimbi uccisi a scuola in Iran scrivono a Papa Leone
- Postato il 21 aprile 2026
- Politica
- Di Blitz
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I genitori dei bambini uccisi durante il bombardamento israelo-americano nella scuola elementare iraniana di Minab lo scorso febbraio scrivono al papa Leone che proprio in questi giorni, anche dall’Africa, ha alzato più volte la voce contro le guerre evidenziando come proprio i bambini siano le prime vittime dei conflitti.
“Le scriviamo questa lettera con le mani tremanti e il cuore colmo di dolore, tra le ceneri e le macerie delle scuole della città di Minab, nel sud dell’Iran”, esordiscono i genitori delle 168 vittime della scuola elementare Shajarah Tayyebeh in una missiva diffusa dal giornalista iraniano Alireza Akbari, subito rimbalzata su molti profili social di esperti di Medio Oriente e di informazione religiosa. “Siamo i padri e le madri di 168 bambini – continuano – che in questi giorni, invece di stringere tra le braccia i corpi caldi dei nostri figli, ci premiamo al petto i loro zaini bruciati e i quaderni insanguinati; bambini innocenti, la cui unica colpa era sorridere in classe”.
I firmatari ringraziano il Pontefice per le sue parole di pace e per aver ricordato che quella duratura si ottiene “non attraverso la forza e le armi, ma attraverso la via del dialogo e la ricerca autentica di una soluzione per tutti”. La lettera si chiude con una supplica: “Le chiediamo di continuare a essere la voce dei bambini senza voce e di adoperarsi per riaprire le vie del dialogo, affinché non vengano più costruite armi e nessun padre o madre, in nessun luogo di questa terra, sia più costretto a sussurrare la ninna nanna della sera sulla fredda pietra della tomba del proprio figlio”.
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