I carabinieri recuperano una rete da pesca abbandonata nell’Area Marina Protetta di Bergeggi
- Postato il 20 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Operazione di tutela ambientale nel Mediterraneo ligure: i carabinieri hanno rimosso un'attrezzatura da pesca illegalmente abbandonata dall'Area Marina Protetta di Bergeggi. L'intervento rientra nelle attività di controllo e monitoraggio volte a preservare l'ecosistema marino e combattere l'inquinamento dei fondali. Un'importante azione di sensibilizzazione sulla responsabilità ambientale che coinvolge le istituzioni nella difesa delle aree protette.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Bergeggi. I Carabinieri del Nucleo Subacquei di Genova, supportati da personale del Comando Provinciale di Savona, su segnalazione del Centro Diving “Divenjoy” di Noli, ed in sinergia con WWF Italia, sono intervenuti nella delicata e importante operazione rimozione di una rete da pesca “fantasma”, abbandonata nelle acque dell’Area Marina Protetta di Bergeggi, in un fondale di circa 30 metri di profondità.
La rete era avviluppata ad una boa di segnalazione che delimita la zona “A”, la zona dell’AMP di riserva integrale che prevede la massima tutela ambientale: divieto di navigazione, ancoraggio e balneazione.
L’intervento dei Carabinieri Subacquei è stato fondamentale per tutelare un ecosistema fragile e prezioso, messo purtroppo in pericolo da comportamenti irresponsabili: le reti da pesca abbandonate costituiscono un danno incalcolabile per la flora e la fauna marina, a causa della pesca incontrollata che continuano a produrre e delle microplastiche che liberano per decenni nel mare.
Questo intervento di bonifica testimonia l’attenzione che l’Arma dei Carabinieri pone nelle tematiche ambientali e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra cittadini, associazioni ambientaliste e Forze dell’Ordine.
Solo grazie alla vigilanza attiva del mondo del diving e al tempestivo intervento dei Carabinieri del Nucleo Subacquei è stato possibile salvaguardare il cuore pulsante dell’Area Marina Protetta di Bergeggi, ripristinando la piena sicurezza e l’integrità di un patrimonio naturale inestimabile che appartiene a tutti.