I Bronzi di Riace indossano le maschere di Ontani
- Postato il 20 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
I Bronzi di Riace indossano le maschere di Ontani
In dialogo con l’arte magnogreca le “mutazioni” della transavanguardia: i Bronzi di Riace indossano le maschere di Ontani
REGGIO CALABRIA – I Bronzi di Riace che osservano il pubblico dietro maschere balinesi. È questa l’incursione artistica che la Biennale dello Stretto ha portato tra le sale del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, dove le opere di Luigi Ontani hanno incontrato le statue simbolo della Magna Graecia.
«Era un progetto partito con Alfonso Femia quando abbiamo deciso che il tema della Biennale sarebbe stato quello delle “Mutazioni”. – ha raccontato Pasquale Piroso, curatore della sessione artistica “Tra terra e forma” – Insieme a Luigi Ontani, quindi, abbiamo scelto di lavorare con quelle che sono il suo simbolo iconico: cioè le maschere che realizza con dei dittici, prima in acquerello e poi, in Indonesia, con legno successivamente smaltato». Un filone artistico, quello di Ontani, legato alla transavanguardia, che al MarRC ha preso vita con una vera e propria mutazione dei Bronzi. Su di essi, in contrapposizione e stratificazione, l’Arte greca e le maschere d’arte contemporanea si sono sovrapposte sul volto delle statue di Riace.
UNA PROPOSTA AUDACE
Non era facile arrivare in un museo archeologico, dove i visitatori si recano per apprezzare l’arte antica, con una proposta così audace, «ma questa mutazione ci aiuta a far si che anche i musei archeologici rappresentino l’arte contemporanea. – ha aggiunto Piroso – Questo è uno dei primi esempi e siamo contenti che accada proprio con la Biennale».
Un dialogo tra discipline auspicato anche dal direttore del museo Fabrizio Sudano che non aveva dubbi su una peculiarità del MarRC: «Chiunque viene a Reggio vuole assolutamente lavorare con i Bronzi».
La terza giornata della sessione settembrina del progetto culturale ha trovato ospitalità, dunque, sulla terrazza del polo reggino, rinnovando una collaborazione in cui crede da tempo la direzione museale. «Un rapporto stretto – ha confermato Sudano – perché da subito abbiamo intuito l’importanza che questa serie di eventi riesce a portare alle nostre latitudini. Quest’anno abbiamo consolidato il nostro rapporto con tanti contenuti che ci riguardano, anche con la speranza di poter sviluppare, in tempi brevi, altre attività che possano portare ancora più l’attenzione del museo sull’accessibilità e verso pubblici molto particolari». «Un segnale forte – ha sottolineato il direttore – è anche il patrocinio del ministero della Cultura, perché non viene concesso così facilmente a manifestazioni culturali analoghe. Noi non potevamo che essere pienamente in linea con le valutazioni ministeriali».
Il Quotidiano del Sud.
I Bronzi di Riace indossano le maschere di Ontani