Hubner show all'Oktober fest di Stoccarda: Tatanka scatenato tra birra a fiumi, la nostalgia dei tifosi
- Postato il 4 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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“Con qualche sigaretta e qualche bicchiere di grappa in meno sarebbe stato un centravanti che avrebbe scritto pagine di storia del calcio”. Lo disse decenni fa l’ex presidente del Brescia Corioni parlando di Darione Hubner e probabilmente aveva ragione ma senza alcol e fumo non sarebbe stato Tatanka, indimenticato e amatissimo ex bomber di provincia anni 80-90. L’ex giocatore del Piacenza ha ricevuto una marea di like e di commenti per un post sul suo profilo Instagram in cui brinda con boccali giganti di birra all’Oktober fest di Stoccarda.
La gita di Hubner in Germania
Maglietta bianca con la scritta Bomber, i capelli ricci sempre più bianchi, il fiisco possente Hubner è uguale a sempre, solo un po’ invecchiato. Assieme ad amici è andato in Germania a scatenarsi nella tradizionale festa della birra, lasciando alcune foto che hanno riacceso la nostalgia de tifosi. Hubner assieme al compianto Protti detiene il record di essere stato miglior marcatore in tutte le categorie professionistiche italiane, compresa la A dove a 35 anni vinse la classifica cannonieri assieme a Trezeguet.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DeD3c9CDBQg" max_width="540px"/]Cosa fa oggi Hubner
Oggi vive come ha sempre fatto: a Passarera, frazione di Carpegnanica, frazione di Crema, il paese del ristorante in cui faceva la cameriera Rosa Canton, la donna che ha sposato, con i nipoti, tra i boschi a cercare funghi, fumando 20 sigarette al giorno come quando giocava e bevendo le sue adorate grappe (“Da ragazzo bevevo gli amari, poi il medico sociale della Pievigina mi ha detto che erano veleno. Allora mi son dato all’acquavite barricata”).
Un personaggio perfetto per i film di Ligabue, Hubner, che ispirò anche il cantautore Calcutta che gli ha dedicato una canzone. Le abitudini sono le stesse di sempre, un salto da Rosetta, il suo ristorante preferito. Con i soldi guadagnati col pallone ha comprato un bar, che ha affidato alla gestione del cognato. Ma ogni tanto anche lui passa ad aiutare, per bere una birra o per fare colazione.
Hubner deve il cognome al bisnonno emigrato in Germania per lavorare. Anche il pronipote ha incominciato a sudare presto: garzone di panetteria, fabbro, carpentiere, poi la lunga gavetta nel calcio, dalle serie minori fino a sfiorare la nazionale, suo grande rimpianto.
La nostalgia dei tifosi
Sui social fioccano i messaggi dei followers: “Grande bomber”, e poi: “C’è gente che ricorda solo l’era di Messi e Ronaldo…ma noi abbiamo vissuto l’era di Hubner e Protti” e anche: “Abbiamo bisogno di campioni così, che rimangano persone comuni nonostante la fama e i soldi!!! Dario Hubner uno di noi per sempre!!!” e ancora: “Calcio funghi pesca birra che idolo incontrastato super Dario” e infine: “Se tu giocassi in serie A oggi faresti 40 gol, a settimana…. Grande Hubner”.