“Ho l’Alzheimer, non mi vengono in mente i nomi e dimentico le cose dette anche un attimo prima”: così Sully Sullenberger, l’eroe dell’ammaraggio miracoloso sul fiume Hudson con 155 passeggeri salvi
- Postato il 15 luglio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Chesley 'Sully' Sullenberger, il pilota leggendario che nel 2009 salvò 155 persone con l'ammaraggio d'emergenza sul fiume Hudson, affronta oggi una sfida personale: la diagnosi di Alzheimer. L'anziano capitano, protagonista del film di Clint Eastwood con Tom Hanks, rivela come la malattia neurodegenerativa sta progressivamente compromettendo la sua memoria, causandogli difficoltà nel ricordare nomi e conversazioni recenti. Una testimonianza toccante che mostra la vulnerabilità dell'eroe che compì un gesto straordinario.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
L’incredibile storia del capitano d’aerei 75enne Chesley ‘Sully’ Sullenberger III è stata celebrata nel film “Sully” con Tom Hanks, film del 2016 diretto da Clint Eastwood. Sullenberger nel gennaio 2009 riuscì a far ammarare un aereo di linea sul fiume Hudson, salvando tutte le 155 persone a bordo. I motori del volo US Airways 1549 persero potenza dopo l’impatto con uno stormo di uccelli e il capitano invece di andare nel panico, portò l’aereo giù sull’acqua di Manhattan senza perdere un solo passeggero. Sedici anni dopo, quell’eroe ha rivelato di aver ricevuto una diagnosi di Alzheimer.
L’annuncio è arrivato tramite un post pubblicato sul suo sito personale martedì, in cui ha spiegato che si tratta di una diagnosi recente, ancora in fase precoce. Sullenberger ha scritto senza troppi giri di parole di trovarsi “nella situazione di dimenticare un nome o una storia raccontata di recente, o dormire peggio. È solo l’inizio di un lungo percorso”.
Il comandante ha voluto ringraziare anche chi lo segue dal punto di vista medico, il dottor Gil Rabinovici dell’UCSF Medical Center, che gli avrebbe aperto gli occhi sulla diffusione della malattia. Nel suo comunicato Sullenberger l’ha definito “l’ospite indesiderato alla porta che non risparmia nessuna fascia d’età”.
Ex ufficiale dell’Aeronautica militare statunitense e pilota di linea, Sullenberger si è ritirato dal servizio attivo nel 1980 per diventare pilota commerciale. Dopo il “miracolo sull’Hudson” è diventato un volto noto della battaglia per la sicurezza aerea, arrivando a ricoprire, dal 2021 al 2022, il ruolo di ambasciatore statunitense presso l’ICAO su nomina dell’allora presidente Joe Biden.
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