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“Ho la fobia dei posti di polizia”: resta in carcere il 25enne arrestato per aver sfregiato un giovane

  • Postato il 6 maggio 2026
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  • Di Genova24
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“Ho la fobia dei posti di polizia”: resta in carcere il 25enne arrestato per aver sfregiato un giovane

Genova. “Ho la fobia dei posti di polizia per questo mi sono sfilato le manette e sono saltato dal primo piano della Questura”. Ha risposto alla giudice Elisa Campagna così il 25enne egiziano, arrestato due volte il 4 maggio, prima per aver sfregiato un 19enne in corso Marconi con un coccio di bottiglia e poi per aver tentato di fuggire dalla Questura lanciandosi su una pensilina di plastica.

La gip ha convalidato il doppio arresto e ha deciso che il giovane deve restare in carcere. Nell’interrogatorio il 25enne Per il resto ha sminuito le sue responsabilità rispetto all’aggressione sostenendo di conoscere bene la vittima “che è come un fratello” e dicendo che la lite era cominciata per scherzo ma poi il 19enne lo aveva colpito al viso e lui aveva reagito spaccando la bottiglia di vetro e colpendolo al volto “solo per allontanarlo”. In realtà la vittima aveva riportato un ferita profonda che ha reso indispensabile un intervento maxillo-facciale urgente e ha causato uno sfregio permanente al viso. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti delle volanti è stato il 25enne – che era in stato di ebbrezza – ad aggredire la vittima e non viceversa.

Ha anche negato di aver colpito i poliziotti quando lo hanno riacciuffato appena fuori dalla Questura dopo la tentata evasione. Gli agenti per i calci del 25enne sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso e hanno riportato lesioni di pochi giorni. “Io non ho fatto niente agli agenti – ha detto il giovane egiziano – sono loro che mi hanno aggredito” e ha lamentato che dopo la caduta causata dalla sua fuga i poliziotti non avrebbero subito chiamato un’ambulanza per farlo medicare: “Mi hanno fatto aspettare due ore”. Per la giudice il giovane deve restare in carcere perché ha mostrato un’indole spregiudicata e particolarmente violenta e la tentata evasione dalla Questura dimostra come qualunque altra misura cautelare, per esempio i domiciliari con braccialetto elettronico, non può essere considerata adeguata.

Autore
Genova24

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