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“Ho già pagato abbastanza, voglio dimenticare Venezia”: Beatrice Venezi va a dirigere in Russia e in Georgia

  • Postato il 31 luglio 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Ho già pagato abbastanza, voglio dimenticare Venezia”: Beatrice Venezi va a dirigere in Russia e in Georgia

“Alla Fenice i posti di lavoro si tramandano di padre in figlio”. Era finita così la storia tra il Gran Teatro La Fenice e la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. La collaborazione, voluta dal ministro Giuli, era partita male ma si è conclusa anche peggio. Ora però l’obiettivo è lasciarsi alle spalle quello che è successo: “La battaglia legale prosegue ma io voglio costruire”. Così la 36enne si concentra su nuovi progetti artistici in Russia e in Georgia.

Vuole solo chiudere la vicenda con La fenice. Una fase “complessa e dolorosa” ma da cui è uscita con “una rinnovata consapevolezza della capacità di affrontare le difficoltà”. Venezi ha rilasciato una lunga intervista ad Adnkronos durante una cena di gala organizzata in suo onore a Montepulciano (Siena). Qui ripercorre quello che è successo negli scorsi mesi. Per rinfrescarci la memoria, tutto era iniziato il 22 settembre quando il sovraintendente Nicola Colabianchi, su volontà del ministro Alessandro Giuli, ne aveva annunciato la nomina direttrice d’orchestra. Eppure alle maestranze era stato promesso che la 36enne era una dei tanti papabili. Per questo seguono agitazioni, scioperi, volantinaggi, manifestazioni: il suo curriculum non è all’altezza dei direttori musicali che l’hanno preceduta. Lei all’inizio taceva tanto ci pensava il ministro Giuli a tesserne le lodi insieme al sindaco Luigi Brugnaro: “Quando ti dicono ‘continua, resisti, resisti, resisti’, e te lo dice il sindaco, te lo dice il sovrintendente, te lo dice il ministro della Cultura, te lo dicono tutti i referenti possibili e immaginabili, una persona pensa: ‘va bene, allora andiamo avanti, perché evidentemente qualcosa succederà'” ha dichiarato Venezi.

Mentre la sua vita a Buenos Aires continua, la rabbia delle maestranze aumenta: la critica è puramente tecnica eppure sono stati accusati di maschilismo e resistenza al cambiamento. Le istituzioni continuano a difenderla fino a quell’intervista: i posti “tramandati” alla Fenice sono troppo anche per Colabianchi che ad aprile ne annuncia il licenziamento. “Credo di aver già pagato abbastanza tutta questa faccenda. Vorrei passare oltre. Sono stati fatti tanti errori da parte di tutti. Non lo nego. Se tornassi indietro sicuramente affronterei le cose in modo diverso, oppure forse non le affronterei proprio. Mi tirerei indietro quando avvertissi il primo segnale di pericolo”. E aggiunge: “Se tornassi indietro probabilmente terrei per me alcune convinzioni personali. Resterei più nel mio ambito musicale. È un errore che forse si commette quando si è più giovani: pensare che ogni spazio pubblico possa essere attraversato senza che questo condizioni il modo in cui gli altri ti guardano”.

La questione sul piano giudiziario intanto resta aperta, ma Venezi si concentra su altri progetti: “Sono felice di poter dire che tornerò in Russia, a Novosibirsk, la nuova capitale culturale del Paese”. Qui debutterà alla guida de La Traviata di Giuseppe Verdi. Andrà anche in Georgia “sia ad agosto che a settembre con diversi concerti”.

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Il Fatto Quotidiano

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