Hedge Fund Usa, la grande fuga da Hong Kong: ecco cosa sta succedendo
- Postato il 15 maggio 2026
- Economia
- Di Libero Quotidiano
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Hedge Fund Usa, la grande fuga da Hong Kong: ecco cosa sta succedendo
Proprio mentre il presidente americano si trova a Pechino per il suo delicato faccia a faccia con il suo omologo cinese Xi Jinping, il Financial Times ha rivelato che Citadel, fondo speculativo da 67 miliardi di dollari con sede a Miami, avrebbe trasferito alcuni dei suoi ricercatori principali fuori da Hong Kong per quelle che sono state definite «motivazioni relative alla sicurezza dei dati». Secondo quanto riportato dalla testata britannica, che cita alcune fonti interne, la società di hedge fund avrebbe comunicato nei mesi scorsi ai membri del suo team globale di strategie quantitative con sede a Hong Kong, il più grande nella regione Asia-Pacifico, che avrebbero dovuto trasferirsi o lasciare l’azienda.
Alcuni hanno accettato trasferendosi a Singapore o Miami, altri invece hanno presentato le loro dimissioni, ma l’azienda nega che tali movimenti siano legati a problemi di sicurezza come dimostrerebbe il fatto che il fondo continua ad assumere ricercatori quantitativi ad Hong Kong come in altre sedi. «Questa è la strategia globale di co-locazione di Citadel e non ha nulla a che vedere con la sicurezza dei dati», ha affermato Citadel, sottolineando di aver sempre cercato di venire incontro alle esigenze dei dipendenti qualora non potessero trasferirsi.
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Grazie al suo regime normativo indipendente e al suo retaggio di common law britannico, l’ex colonia britannica rappresenta da tempo per le istituzioni finanziarie il ponte ideale tra Cina e il resto del mondo, ma negli ultimi anni l’invadenza di Pechino nella regolamentazione dei dati ha rappresentato una sfida importante per le società occidentali che vi hanno sede. Nel 2024 l’Ordinanza sulla salvaguardia della sicurezza nazionale varata dal governo comunista per Hong Kong ha conferito alle autorità il potere di sequestrare dati, richiedere l’accesso ai dati decrittografati senza mandato, in particolare per quelli che il governo cinese considera, a sua discrezione, «segreti di Stato». Secondo tali leggi le forze dell’ordine possono richiedere password e accesso ai dispositivi e chi si rifiuta di consegnarle finisce in galera. Limitazioni sono state poste anche nell'accesso ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati, spesso utilizzata per programmare gli stessi algoritmi di trading.
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All’inizio di quest’anno ad esempio la sede di Hong Kong di Goldman Sachs ha bloccato ai suoi dipendenti l'accesso ai modelli linguistici Claude di Anthropic basati sull’intelligenza artificiale, proprio per le preoccupazioni relative ai dati. D’altro canto ad Hong Kong si registra anche un aumento esponenziale di attacchi ad aziende da parte di hacker che utilizzano essi stessi l’intelligenza artificiale per mettere a repentaglio la sicurezza dei dati. Nel biennio 2025-26 gli attacchi phishing sono aumentati del 47,6% con 8.973 incidenti segnalati che hanno provocato danni per oltre un miliardo di dollari. Ciò non toglie, segnala sempre il Financial Times, che nonostante rischi e incertezze, molte aziende stanno espandendo la propria presenza a Hong Kong, approfittando della crescita economica che interessa tutta l’area. È il caso di Jane Street, società di trading con sede a New York che sta puntando molto sugli Etf in Cina e che prossimamente aprirà una nuova sede di sei piani nel quartiere Central Yards, sul lungomare di Hong Kong. Piani di ampliamento interessano anche la Hudson Bay Capital Management, società con sede nel Connecticut che gestisce circa 20 miliardi di dollari, e la Point72 Asset Management (50 miliardi di asset) che ha appena aperto uffici alla iconica Henderson Tower.
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