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Hantavirus: primi casi di ex-passeggeri positivi in Francia e negli Stati Uniti

  • Postato il 11 maggio 2026
  • Di Panorama
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Hantavirus: primi casi di ex-passeggeri positivi in Francia e negli Stati Uniti

Con l’attracco della nave MV Hondius, a bordo della quale è scoppiato il famigerato focolaio di Hantavirus, è iniziata per molti Paesi la delicata procedura di rimpatrio e isolamento dei passeggeri esposti al virus.

Nella giornata di oggi sono infatti almeno due i nuovi casi di contagio, entrambi riguardanti due sfortunati passeggeri della nave da crociera.  

Primo casi negli Stati Uniti e in Francia

Il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha annunciato oggi che uno dei 17 cittadini americani rimpatriati dalla nave è risultato leggermente positivo, mentre un altro presenta lievi sintomi.

I passeggeri d’oltreoceano erano stati trasferiti all’aeroporto Eppley di Omaha, in Nebraska, accolti da ambulanze e veicoli sanitari direttamente sulla pista.

I due che sono risultati positivi hanno viaggiato in unità di biocontenimento sull’aereo, separati dagli altri passeggeri, e sono stati indirizzati all’Unità di Biocontenimento del Nebraska e alla National Quarantine Unit del University of Nebraska Medical Center, struttura specializzata nella gestione di malattie trasmissibili ad alto rischio.

In Europa, invece, si segnala il primo caso di Hantavirus dopo il falso allarme della hostess di volo olandese.

Anche in questo caso si tratta di un passeggero della nave da crociera, rientrato (in isolamento) in Francia. A confermarlo in diretta alla radio France Inter è stata la ministra della Salute francese, Stéphanie Rist, che in mattinata ha comunicato la positività di una donna che aveva sviluppato sintomi durante il volo di rientro dopo l’evacuazione dalla MV Hondius.

Le sue condizioni sono peggiorate durante la notte e i test da hantavirus sono risultati positivi. La donna si trova ricoverata in un ospedale specializzato in malattie infettive, in isolamento.

Il governo francese ha adottato nelle ore notturne un decreto che permette di mettere in quarantena le persone potenzialmente contaminate, attualmente 22 quelle censite in Francia.

Rischio basso

Nonostante la diffusione del virus in più Paesi stia alimentando preoccupazione nell’opinione pubblica, le autorità sanitarie internazionali invitano alla calma.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità pone un rischio basso e l’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, attribuisce un rischio molto basso alla popolazione generale in Europa.

In questo quadro, anche il Ministero della Salute italiano sta predisponendo una circolare destinata a Regioni e uffici di frontiera per fare un quadro sulla situazione e indicare cosa fare, sulla base delle indicazioni ECDC, in caso di persone che dovessero mostrare sintomi riconducibili al contagio.

I quattro italiani in quarantena, tutti a bordo del volo KLM diretto per Roma su cui era salita, per pochi minuti, una donna contagiata sulla nave e poi deceduta in Sudafrica, sono in buona salute e in isolamento presso i propri domicili.

Paracadute sull’Atlantico: l’operazione di Tristan da Cunha

Mentre il mondo segue le operazioni di rimpatrio dei passeggeri della Hondius a Tenerife, nell’Atlantico meridionale il Regno Unito ha paracaduto aiuti e specialisti ad un territorio d’oltremare tra i più isolati al mondo.

Sei paracadutisti e due medici militari sono stati lanciati dal cielo per portare aiuto d’urgenza a un sospetto paziente contagiato e alla micro-popolazione di Tristan da Cunha, uno degli insediamenti umani più remoti del pianeta, sprovvisto di pista di atterraggio.

A far scattare l’intervento d’emergenza è stata la situazione critica del paziente: l’uomo, un cittadino britannico ex-passeggero della Hondius sceso sull’isola a metà aprile, aveva avuto i primi sintomi da Hantavirus il 28 aprile e si era messo in isolamento.

Curato dai soli due medici presenti sull’isola, le sue condizioni respiratorie non miglioravano e le scorte di ossigeno del piccolo presidio sanitario locale erano quasi esaurite.

I parà della 16ª Brigata d’Assalto Aereo si sono lanciati contemporaneamente a rifornimenti vitali di ossigeno e altro materiale medico, decollando a bordo di un A400M Atlas della Royal Air Force. Un’operazione dall’alto valore materiale e simbolico.

Autore
Panorama

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