“Hanno oscurato i profili social di Fabrizio Corona. Qualcuno mi ha scritto che siamo in Corea, è quello che penso anch’io”: parla l’avvocato Ivano Chiesa

  • Postato il 4 febbraio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il 3 febbraio sono stati rimossi i profili social di Fabrizio Corona. Rimozione non dovuta ad un provvedimento della magistratura penale: è stata un’azione dell’ufficio legale di Mediaset a portare, come raramente accade, sia Google a rimuovere tutti i contenuti del format Falsissimo di Fabrizio Corona da YouTube, sia Meta a bloccare il profilo Instagram dell’ex re dei paparazzi. Rimosso anche quello su TikTok. Un portavoce di Meta ha ha confermato che la cancellazione è avvenuta per “violazioni multiple degli Standard della community“, ha chiarito un portavoce di Meta.

E Ivano Chiesa, l’avvocato di Fabrizio Corona, ha commentato: “Hanno oscurato il profilo Instagram di Fabrizio e hanno oscurato ‘Falsissimo‘ con una motivazione estremamente succinta – come fanno questi grandi provider – e cioè ‘violazione del copyright e contenuti diffamatori’. Sui contenuti diffamatori chi l’ha stabilito? Ci son delle sentenze? No. Sulle modalità, sappiamo che operano così: è una decisione che viene assunta senza chiedere niente all’altro, senza ascoltare prima le sue giustificazioni, senza nessuna notifica. Quindi sia ben chiaro: io non ho ricevuto nessun atto da parte dell’Autorità giudiziaria italiana né da quella civile né da quella penale. È una iniziativa dei colossi del web“.

E ancora: “Secondo me è una operazione di oscuramento degna da un Paese diverso dall’Italia, che è un Paese democratico. Non siamo in Cina, non siamo in Russia. Qualcuno mi ha scritto dicendo che siamo in Corea, è quello che penso anche io. Il motivo è che Fabrizio è una voce libera e dissonante e come tale evidentemente dà fastidio. Adesso faremo le attività giudiziarie necessarie (…) se non siete d’accordo fate sentire la vostra voce, con tutti gli strumenti che avete a disposizione. Pare che siamo ancora in uno Stato libero, quindi ognuno può dire quello che vuole fino a quando non dovessero intervenire, anche in questo caso, con un provvedimento d’urgenza”.

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Il Fatto Quotidiano

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