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Hamilton, il malore e l'attacco di Vasseur ma è giallo sul team radio e sulla chiamata Ferrari ai box

  • Postato il 12 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Hamilton, il malore e l'attacco di Vasseur ma è giallo sul team radio e sulla chiamata Ferrari ai box

Sta bene Lewis, solo un po’ di disidratazione. La cosa più importante è la salute del 7 volte campione del mondo che a Singapore ha avuto un piccolo malore subito dopo una gara non facile corsa sempre al gancio con un errore ammesso in prima persona con tanto di scuse e un attacco nemmeno troppo velato da parte del suo team principal, Vasseur, che indica semmai ce ne fosse stato bisogno, di un’aria tesa all’interno del box Ferrari, almeno dalla parte dell’inglese.

Resta poi quello che in molti sul web hanno sottolineato come un giallo, quello del team radio con la chiamata ai box di Carlo Santi quando è uscita la Virtual Safety Car di cui non c’è traccia nei video tv così come dubbi sono emersi sulla comunicazione tra il muretto Ferrari e il britannico da un po’ di tempo a questa parte.

Il calvario di Hamilton a Singapore, prima e dopo la gara

L’immagine di Lewis accovacciato al termine della corsa resta scolpita nella mente. Lo aveva fatto anche dopo la vittoria di Barcellona, la prima e finora unica con la Ferrari. Ma se quello era stato un gesto di liberazione dopo un anno e mezzo di attesa in rosso, a Marina Bay l’inglese ha avvertito le fatiche di una gara condotta sempre al gancio, in riserva, lui come le sue gomme.

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Una strategia sbagliata fin dall’inizio partendo da quelle gomme gialle che non si sono mai accese su una pista ancora poco gommata, per passare al ritrovarsi per l’ennesima volta Leclerc davanti dopo il primo pist stop, stavolta lui con gomme soft e il monegasco con gomme medie chiedendo strada senza essere ascoltato.

E per finire l’errore, marchiano, di cui Hamilton si è assunto tutte le responsabilità. Restare in pista ignorando la chiamata dei box durante la Virtual Safety Car per il ritiro di Stroll. Un azzardo che solo un campione come Lewis può tentare ma che non ha pagato e che ha costretto il 7 volte campione del mondo a un finale di gara sofferto, finito sui cerchioni, con tre posizioni perde, un 6° posto inutile o quasi e un cospargersi il capo di cenere finanche esagerato ma che dice molto sulle qualità umane del campionissimo britannico.

Come sta Hamilton dopo il malore

Non si sono aggiornamenti dell’ultima ora. Se non le rassicurazioni circolate nella tarda serata di domenica riguardo le condizioni buone di Hamilton dopo il lieve malore che lo ha colpito dopo il Gran Premio di Singapore. Una lieve disidratazione dovuta al caldo, all’umidità molto alta e sicuramente connessa alle difficoltà maggiori riscontrate dal pilota inglese nel condurre una gara simil calvario con le stesse gomme portate avanti per oltre 40 giri. Nel momento in cui scriviamo Lewis non si è nemmeno palesato sui social, fermi a poco prima della gara nelle storie (tranne un po’ di marketing questa mattina) e al risultato del sabato nei post. Insomma, LH, se ci sei batti un colpo!

Il giallo della comunicazione via radio di Carlo Santi

Per gli amanti del mistero, in rete non si parla d’altro di questa chiamata da parte del box Ferrari a Hamilton per fermarsi insieme a Leclerc per un doppio pit stop in regime di Virtual Safety Car dopo il ritiro di Stroll. Se il quadro della situazione sembra abbastanza chiaro, se non altro per l’ammissione di colpa da parte di Lewis sia nel team radio dopo gara che nel virgolettato rilasciato dall’ufficio stampa Ferrari vista l’impossibilità del pilota di andare in mix zone, restano alcuni dubbi alimentati dalle immagini televisive e dai team radio tra Carlo Santi ed Hamilton.

In tutte le immagini che sono circolate sui social, prese, rubacchiate qua e là dai canali ufficiali della F1, non c’è traccia della chiamata da parte dell’ingegnere di Hamilton. Dall’on board della Ferrari #44 si vede che sul volante di Hamilton si accendono le luci delle comunicazioni radio, anche se non si sente niente. Ma va detto che i team possono silenziare in diretta alcune comunicazioni, è probabile che Ferrari abbia scelto di farlo in questo frangente. Magari nelle prossime ore scopriremo cosa si sono detti Santi e Lewis in quel momento. Quel che resta agli atti è che Hamilton non si è fermato, ammettendo di averlo fatto per scelta, qui dobbiamo fidarci di lui e della Ferrari. Altrimenti diventa una caccia alle streghe.

Nelle parole di Vasseur una piccola vendetta su Hamilton?

Poi restano le parole, gli accenti, le espressioni. Anche qui impossibile non fare dei collegamenti. Vasseur è stato molto duro con Hamilton dopo la gara. Scuro in volto, quasi rabbioso, ha subito dato la responsabilità al pilota. Senza edulcorare la piccola, parlando chiaramente di punti persi, di un podio gettato. Niente di più vero. Ma è sembrato un attacco, quasi il francese lo aspettasse al varco.

E mentre Lewis accusava il colpo di una gara difficile, anche se per sue colpe, Fred lo faceva salire sul banco degli imputati. Anche la chiosa finale: “dobbiamo discuterne con Lewis per evitare questo tipo di situazioni in futuro”è sembrata come una tirata d’orecchie forse non degna di un 7 volte campione del mondo. Sottolineatura che Vasseur non aveva mai fatto in passato nemmeno dinanzi agli errori più marchiani, vedi quello del team di mandare i due piloti con gomme da slick su pista bagnata appena una settimana fa in Malesia.

Impossibile dunque non pensare ad attriti tra Vasseur ed Hamilton. E a quei rumors secondo cui Lewis non si opporrebbe, se non proprio ne fosse il fautore, di un cambiamento di manico all’interno del team e di una “predilezione” del manager francese per Leclerc. A pensar male…

Autore
Virgilio.it

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