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Graziano Delrio, bordate clamorose a Pd e M5s: "Sarebbe un problema per il Paese"

  • Postato il 24 settembre 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Graziano Delrio, bordate clamorose a Pd e M5s: "Sarebbe un problema per il Paese"
Graziano Delrio, bordate clamorose a Pd e M5s: "Sarebbe un problema per il Paese"

Dopo Gori e Sensi, anche Graziano Delrio scende in campo per sabotare Schlein e una probabile alleanza con Conte. "Sono molto amareggiato e rattristato. Un argomento così importante come l'antisemitismo meritava una convergenza delle forze politiche come richiesto da Liliana Segre, e questo specialmente in un Paese che ha conosciuto le leggi razziali del fascismo. Quindi speravo in un cambiamento con voto positivo visto che il fenomeno è in crescita esponenziale, che bambini italiani di religione ebraica vengono scortati a scuola e che studenti italiani non possono parlare all'università perché ebrei". Così Graziano Delrio, ex ministro e senatore del Pd, in un'intervista al Corriere della Sera.

"Non oso nemmeno pensare che vi siano tendenze antisemite nel centrosinistra e nei deputati che votano no. La sinistra italiana da quarant'anni grazie a Occhetto, Napolitano, Prodi e Amato combatte il pregiudizio verso il mondo ebraico. La legge difende una minoranza che è discriminata. Punto. E mai il principale partito della sinistra italiana ha votato contro una legge che difende una minoranza. Purtroppo il clima politico è avvelenato dall'odio", aggiunge. Sulla possibilità che il Pd segua Conte anche sull'Ucraina osserva: "La radicalizzazione del centrosinistra sui temi della politica estera sarebbe un problema per il Paese. Difendersi è un diritto sancito dall'articolo 51 della carta delle Nazioni Unite. L'aiuto all'Ucraina ha consentito a un popolo coraggioso di resistere. Questa resistenza è la base della possibilità di cercare soluzioni diplomatiche e di pace, ne è la premessa. Non possiamo permetterci che una guerra in Europa venga gestita ovviamente solo sul piano militare, ma deve essere in campo una politica europea di mediazione e dialogo. Sospendere oggi gli aiuti non sarebbe favorire la diplomazia, ma favorire la resa a chi vuole imporre la legge del più forte".

 

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Delle voci di un abbandono del Pd dice: "Sono rimasto nel Pd quando persino i segretari come Bersani e Renzi se ne andavano. Convinto che il Partito democratico sia capace di rappresentare le speranze e le aspirazioni non di minoranze, ma di una larga parte di famiglie, imprese e cittadini comuni che vogliono più giustizia e uguaglianza nella libertà".

 

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Autore
Libero Quotidiano

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