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Gran Bretagna, Starmer resiste al fuoco amico nei Labour: "Non mi dimetto"

  • Postato il 12 maggio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 5 min di lettura
Gran Bretagna, Starmer resiste al fuoco amico nei Labour: "Non mi dimetto"
Gran Bretagna, Starmer resiste al fuoco amico nei Labour: "Non mi dimetto"

AGI - Niente dimissioni e sfida aperta ai rivali nel partito. Keir Starmer resiste e alza le barricate per arginare il pressing messo in atto dalla truppa parlamentare del Labour e da diversi esponenti del suo governo, che gli chiedono un passo indietro dopo il disastroso risultato elettorale alle elezioni locali del fine settimana. "Mi assumo la responsabilità di questi risultati elettorali e mi assumo la responsabilità di realizzare il cambiamento che abbiamo promesso", ha detto Starmer nel corso di una riunione del gabinetto convocata questa mattina, dopo una notte drammatica in cui la rivolta nel partito era sembrata inarrestabile.

Starmer: "Il Paese si aspetta che continuiamo a governare" 

"Le ultime 48 ore sono state destabilizzanti per il governo e ciò ha un costo economico reale per il nostro Paese e per le famiglie", dice Starmer. Ma "il Paese si aspetta che ci mettiamo al lavoro per governare. Questo è ciò che sto facendo e ciò che dobbiamo fare come governo", aggiunge.

La sfida interna nel partito Laburista 

Ma Starmer non gioca solo in difesa: nella dichiarazione davanti ai membri del governo il primo ministro inglese ricorda che "il Partito Laburista ha una procedura per contestare un leader, ma questa non è stata ancora attivata". Una chiara sfida ai rivali interni che da mesi tramano più o meno nell'ombra per indebolirne la leadership, a venire allo scoperto.

I numeri della 'rivolta' parlamentare

Finora nessuno in Parlamento ha sfidato pubblicamente la leadership di Starmer, ma circa 80 deputati laburisti tra ieri sera e questa mattina hanno chiesto pubblicamente un passo indietro del premier. Nel regolamento del Partito Laburista non è previsto un voto di sfiducia formale: nel 2016, quando la maggioranza dei parlamentari laburisti votarono la sfiducia a Jeremy Corbyn, lui si rifiutò di dimettersi. L'unico modo per i deputati di innescare una competizione per la leadership è che il 20% di loro appoggi pubblicamente uno sfidante.

La partita sulla successione

Con l'attuale composizione del partito in Parlamento, ciò significa che 81 parlamentari laburisti dovrebbero convergere su un unico nome. Il numero è stato raggiunto, ma la truppa di deputati non è unita sul candidato da indicare per la successione.

Una parte dei deputati lavora per rinviare le dimissioni e innescare una tempistica "ordinata" per il "licenziamento" del primo ministro in modo da dare a uno dei candidati di punta alla successione, il sindaco di Manchester Andy Burnham, che al momento non è parlamentare, il tempo necessario per trovare un seggio e tornare alla Camera dei Comuni. Altri, invece, che non sostengono Burnham, puntano a una sfida immediata tra Starmer e gli altri due candidati alla leadership, il ministro della Salute Wes Streeting, o l'esponente della sinistra del partito, Angela Rayner, nella speranza che una rapida competizione impedisca a Burnham di avere il tempo di diventare deputato e quindi di candidarsi.

Il richiamo a John Major

Starmer nel frattempo resiste. E come ricorda la BBC, sta dicendo ai suoi rivali interni quello che il leader conservatore John Major, in una situazione molto simile, disse alla fronda interna dei Tories nel 1995: "È ora di agire. Oppure di tacere".

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Autore
Agi.it

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