“Glicine-Acheronte”, amministrazione giudiziaria per 3 società del Veronese in affari col clan Megna
- Postato il 13 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
“Glicine-Acheronte”, amministrazione giudiziaria per 3 società del Veronese in affari col clan Megna

Tolte all’imprenditore vicino al clan Megna e imputato nel processo Glicine-Acheronte 3 società da 30 milioni, si aggiungono ad altre 8
CROTONE – L’effetto “Glicine-Acheronte” si sprigiona in Nord Italia. Il Centro operativo della Dia di Brescia ha sottoposto ad amministrazione giudiziaria tre società operanti nella provincia di Verona riconducibili all’imprenditore Mauro Prospero, 66enne di Peschiera del Garda, tra gli imputati del maxi processo contro la cosca Megna di Crotone con l’accusa di concorso esterno in associazione ‘ndranghetistica. Colpito un compendio societario con volume d’affari di due milioni di euro ed un patrimonio immobiliare di circa 30 milioni.
IMMOBILIARE E VINO
Le tre società si aggiungono ad altre otto, operanti nelle province di Brescia e Mantova, destinatarie dello stesso provvedimento e riconducibili allo stesso imprenditore. I settori in cui operano sono quelli della locazione e compravendita di beni immobili, della coltivazione dell’uva e della produzione e vendita di vino. Il Tribunale di Brescia, su richiesta della Dda della città lombarda, ha disposto l’affidamento dell’amministrazione delle tre società, per la durata di un anno, ad un collegio composto da due amministratori che, progressivamente, subentreranno nelle attività di gestione.
INTERESSE PER GARDALAND
Prospero è quello che accolse nella sua casa di Mozambano, nel Mantovano, Mario Megna, presunto esponente apicale dell’omonima cosca stanziata nel quartiere Papanice di Crotone ma con proiezioni al Nord, discutendo con lui di affari che il clan voleva realizzare in Lombardia e Veneto grazie al suo appoggio. Sarebbe stato lui a prospettare a Megna la possibilità di acquisire una struttura ricettiva dismessa nei pressi di Gardaland. A quel punto Megna faceva presente che la cosca aveva un progetto per l’acquisizione di enormi capitali, rivelando la presenza a Crotone di esperti di pirateria informatica. L’interesse della consorteria criminale per la finanza clandestina, in grado di reclutare hacker tedeschi, emerse in quella circostanza.
LE RIVELAZIONI DEL PENTITO
Prospero sarebbe legato, oltre che alla cosca Megna, alla cosca Grande Aracri di Cutro. Ma al tempo stesso voleva mantenere rapporti con le amministrazioni pubbliche del territorio, anche attraverso l’iscrizione nella White list. La Dda di Catanzaro ha versato nel fascicolo processuale anche dichiarazioni del pentito Domenico Mercurio, che ha svelato i rapporti tra Prospero e la famiglia Giardino, al vertice del “locale” di ‘ndrangheta di Verona, definendoli come soci d’affari.
IL TERRENO IN SVEZIA
Inoltre, Prospero avrebbe intrattenuto rapporti con Mario Megna avendo, secondo l’accusa, messo a disposizione le sue aziende per l’organizzazione di truffe finanziarie telematiche. Avrebbe svolto operazioni di falsa fatturazione con esponenti delle cosche cutrese e papaniciara per consentire loro di rcinvcstire il capitale provento di reati. In cambio, avrebbe beneficiato della protezione ‘ndranghetistica. Ad esempio quando avrebbe ottenuto l’intervento della cosca per risolvere problemi sorti nelle trattative per l’acquisto di un terreno in Svezia o per riscuotere crediti da alcuni imprenditori.
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