Gli Usa non ballano la samba. Le tensioni che sfrutta Pechino
- Postato il 17 settembre 2026
- Esteri
- Di Formiche
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È atteso per oggi l’intervento del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva all’Assemblea generale delle Nazioni Unite in cui spera di inviare una netta risposta al presidente americano Donald Trump per invitarlo a “non interferire” nelle elezioni presidenziali del Brasile in programma per ottobre. Il capo della Casa Bianca ha espresso più volte il suo sostegno al rivale di Lula, il candidato di destra, Flavio Bolsonaro – figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro -.
“Andrò alla riunione dell’Onu per avere un colloquio con Trump e dirgli che non interferisca nelle elezioni in Brasile”, ha dichiarato Lula in un comizio elettorale Ceilândia, nella capitale Brasilia. Lo staff di Lula ha confermato che al momento non sono previsti incontri bilaterali con il presidente Trump. Tuttavia, i due presidenti probabilmente si incroceranno all’Assemblea, come anticipato dall’agenzia Ansa.
Quest’estate, tra Brasile e Stati Uniti è aumentata la tensione dopo l’imposizione di due pesanti dazi su prodotti brasiliani. L’iniziativa è stata interpretata da Lula come un tentativo di interferenza da parte degli americani nelle elezioni. Prima ancora, i rapporti si sono incupiti per l’aumento dei dazi contro il Brasile da parte degli Usa, in risposta a un processo per tentato colpo di Stato che vedeva coinvolto Jair Bolsonaro, alleato di Trump.
E più si allontana il Brasile dagli Usa, più si avvicina alla Cina. Wang Yi, ministro degli Affari esteri cinesi, ha annunciato un rafforzamento della cooperazione e la comunicazione strategica.
Secondo l’agenzia China News Service, Wang ha affermato che “le relazioni bilaterali hanno compiuto un notevole salto di qualità negli ultimi anni, evolvendosi da un partenariato strategico onnicomprensivo a una comunità dal futuro condiviso. La natura globale, strategica e di lungo termine dei rapporti tra Pechino e Brasilia è diventata sempre più evidente, ponendosi come modello di unità e cooperazione tra le principali potenze del Sud globale”.
In questo senso continua a guadagnare protagonismo la Global South. Nel colloquio tra Wang e il consigliere speciale alla presidenza del Brasile, Celso Amorim, si è discusso sulla necessità di continuare a sostenere l’equità e la giustizia internazionali per mantenere “alta la fiaccola del multilateralismo”.
L’attenzione sul continente sudamericano è nota anche per l’Italia. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha guidato una missione di sistema nella regione, e l’ultima tappa è stata proprio in Brasile, dove il rappresentante del governo italiano si è dedicato a visitare alcune delle eccellenze italiane sul territorio.
Il titolare della Farnesina si è recato presso la sede di Enel São Paulo, come si legge sul sito del ministero degli Esteri, “per incontrare i vertici della filiale brasiliana e visitare il Centro de Operações de Distribuição, la stazione di controllo da cui viene monitorata e gestita in tempo reale la rete elettrica dell’area di concessione, che serve oltre 8 milioni di clienti. Enel è uno dei principali operatori privati nel settore energetico brasiliano, con 10.000 dipendenti diretti e 13 miliardi di euro di investimenti nel Paese”.
Tajani ha visitato anche gli uffici amministrativi di Stellantis a San Paolo, e il Museo dell’Immigrazione, dedicato alla storia delle migrazioni nello Stato di São Paulo e in Brasile e ospitato nell’edificio storico della ex Hospedaria dos Imigrantes, dove per decenni furono accolti milioni di immigrati, molti dei quali provenienti dall’Italia.