Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l'Opec e l'Opec+
- Postato il 28 aprile 2026
- Economia
- Di Agi.it
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Gli Emirati Arabi Uniti abbandonano l'Opec e l'Opec+, segnando una frattura significativa nell'organizzazione dei produttori petroliferi mondiali. Questa decisione strategica indebolisce l'influenza dell'Arabia Saudita e riflette le crescenti tensioni geopolitiche nel Golfo Persico, aggravate dalla crisi dello Stretto di Hormuz e dalle minacce iraniane. L'uscita degli EAU potrebbe destabilizzare gli equilibri energetici globali in un contesto già complesso caratterizzato da instabilità economica e ridefinizioni geopolitiche internazionali.
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Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l'Opec e l'Opec+
AGI - Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la loro uscita dall'Opec e dall'Opec+, infliggendo un duro colpo ai gruppi di esportatori di petrolio e al loro leader de facto, l'Arabia Saudita, in un momento in cui la guerra con l'Iran ha causato uno shock energetico storico e destabilizzato l'economia globale. La perdita degli Emirati Arabi Uniti, membro storico dell'Opec, potrebbe creare disordine e indebolire il gruppo, che di solito ha cercato di mostrare un fronte unito nonostante i disaccordi interni su una serie di questioni che vanno dalla geopolitica alle quote di produzione.
La chiusura dello Stretto di Hormuz e la vittoria di Trump
I produttori del Golfo, membri dell'Opec, sono in difficoltà per la chiusura dello Stretto di Hormuz, il canale tra Iran e Oman attraverso il quale normalmente transita un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali, a causa delle minacce e degli attacchi iraniani contro le navi. L'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'Opec rappresenta però una grande vittoria per il presidente statunitense Donald Trump, che ha accusato l'organizzazione di "derubare il resto del mondo" gonfiando i prezzi del petrolio.
Trump ha anche collegato il supporto militare statunitense al Golfo ai prezzi del petrolio, affermando che, mentre gli Stati Uniti difendono i membri dell'Opec, "sfruttano questa situazione imponendo prezzi elevati per il petrolio". La decisione è arrivata dopo che gli Emirati Arabi Uniti, centro nevralgico per gli affari regionali e uno dei più importanti alleati di Washington, hanno criticato gli altri Stati arabi per non aver fatto abbastanza per proteggerli dai numerosi attacchi iraniani durante la guerra.
Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha criticato la risposta araba e del Golfo agli attacchi iraniani in una sessione del Gulf Influencers Forum di lunedi'. "I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono supportati a vicenda dal punto di vista logistico, ma politicamente e militarmente, credo che la loro posizione sia stata storicamente la più debole", ha affermato Gargash. "Mi aspettavo questa posizione debole dalla Lega Araba e non ne sono sorpreso, ma non me l'aspettavo dal Consiglio di Cooperazione (del Golfo) e questo mi sorprende", ha affermato.
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