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Gli assi di bastoni del ct di Mancini

  • Postato il 5 ottobre 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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Gli assi di bastoni del ct di Mancini
Gli assi di bastoni del ct di Mancini

La Nazionale ha raccolto un paio di ottime prestazioni e una manciata di grandi storie di redenzione. Sono piccole imprese personali che via via compongono un nuovo mosaico azzurro, come il cielo di Bologna che accompagna la squadra alla quarta partita di Nations League, ultima di questa lunga sosta, contro la Turchia (20.45, diretta Rai Uno) battuta a domicilio 4-1 guidata da un Montella sempre più a rischio esonero. Nei tempi recenti la Nazionale era più un peso che non un’occasione per ritrovare la leggerezza perduta con i club. Un peso che ti portava giù, a fondo, per poi lasciarti lì. È capitato a Roberto Mancini per primo nella seconda parte della sua prima esperienza azzurra: quando il gioco si fece duro, il ct smise di giocare, preferendo l’Arabia Saudita. È tornato per una serie di fortunati (per lui) eventi, ha chiesto scusa e ora sta iniziando a redimersi, costruendo nell’arco di dieci giorni un’Italia che ha le sembianze di una squadra. Non c’è due senza tre, si spera, e quindi contro la Turchia bisogna replicare per non buttare tutto al vento.

Il ct Mancini vorrebbe riproporre la formazione di Parigi, con il solo Barella («Io sono a disposizione anche per 10 minuti, conta la squadra», sottolinea il vicecapitano azzurro) al posto di Fagioli, ma «ci sono stati pochi giorni tra queste due gare e c’è stato un viaggio in mezzo, quindi qualche cambio in più va fatto». Comandano le condizioni dei giocatori che verranno valutate in via definitiva questa mattina, la fatica accumulata mette in gioco altri sei o sette possibili avvicendamenti: Di Lorenzo per Kayode, Mancini per Scalvini, Ruggeri per Calafiori, Romano o Ricci per Tonali, Doumbia per Frattesi, mentre «Scamacca potrebbe iniziare» e far rifiatare Pio Esposito. Di sicuro uno tra Vergara, Maldini e Zoma dovrà sostituire Kean che «non si è allenato per una botta rimediata a Parigi e torna a casa», spiega il ct Mancini.

Non sono in discussione Donnarumma e Bastoni, gli assi di queste partite, i primi redenti azzurri. Il portiere non era in difficoltà nel Manchester City, ma lo è il Manchester City per le questioni extracampo, e la Nazionale è diventata un momento di isolamento dalle voci che inevitabilmente appesantiranno la stagione. In più, a dirla tutta, il capitano azzurro era reduce da una piccola sequenza di errori con la Nazionale, culminata con quel rinvio corto a Zenica. Proprio quel rinvio era costato a Bastoni il cartellino rosso della discordia, invece due gol nelle ultime due partite, le prime giocate dopo da quella notte maledetta.

ESEMPIO
Il riscatto di Bastoni è un esempio di come la Nazionale in tempi oscuri sia in grado di risucchiarti nell’oscurità, mentre un’Italia che funziona ti concede occasioni per tornare a brillare. Il difensore nerazzurro sta peraltro smontando il cliché del ruolo, in una difesa a quattro come a inizio carriera e senza alcun problema di convivenza con Calafiori, piazzato terzino dal ct a scanso di ulteriori equivoci. L’asso di Bastoni non è l’unico che il ct si sta infilando nella manica. Lo è anche Tonali in questa nuova-vecchia posizione davanti alla difesa. La occupava a inizio carriera nel Brescia, salvo poi giocare mediano e ritrovarsi mezzala. Alle volte bisogna tornare alle origini per ritrovare se stessi. Tonali aveva iniziato questo ciclo azzurro con una prestazione oscura, in linea con quelle fornite al Tottenham, e lo sta finendo con buone sensazioni. Anche Fagioli è una piccola storia di redenzione perché schierato dal ct apparentemente fuori ruolo rispetto alle abitudini nei club, invece da mezzala rende molto di più e chissà che questa non possa essere un’indicazione anche per Vanoli nella Fiorentina.

E Frattesi? Dopo tanti anni è riuscito a “panchinare” l’amico ed ex compagno nell’Inter Barella, il quale potrebbe cambiare zona di gioco per permettere alla mezzala della Lazio di trovare continuità. Una storia di riscatto già iniziata in campionato con Gattuso, ex ct a sua volta in cerca di redenzione dopo Zenica. Intrecci azzurri, anche lontano da Coverciano o, come in questi giorni, da Casteldebole. «L’obiettivo era dare ai ragazzi solidità e fiducia in loro stessi. Pian piano ci stiamo riuscendo. Poi che ci siano i risultati fa piacere anche per i tifosi, non è bello soffrire sempre», chiude Mancini.
La sosta prolungata sarà anche «troppo faticosa per i giocatori», come lamenta il ct, ma ha regalato all’Italia il tempo per redimersi, compattarsi e tornare a costruire. Tutto ciò di cui la Nazionale aveva dannatamente bisogno.

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Autore
Libero Quotidiano

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