Gli anarchici e la campagna per Cospito: “Tra gli obiettivi gli studi dove registra La7”
- Postato il 16 giugno 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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C’erano anche gli studi televisivi dove si registrano i programmi di La7 tra i possibili obiettivi nel mirino dei sette anarchici arrestati questa mattina dalla Digos di Roma. Le indagini della Polizia di prevenzione, coordinate dalla Procura di Roma, hanno infatti accertato che la cellula, dopo aver pianificato le proprie attività in un casale nei pressi di Vicovaro (Roma), si sia resa responsabile dell’azione compiuta il 14 febbraio 2026 ai danni della rete ferroviaria dell’Alta velocità Roma-Firenze e Roma-Napoli, nell’ambito delle azioni programmate in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Gli studi “De Paolis”, sulla via Tiburtina, sono molto noti in città, per decenni alternativa naturale a quelli di Cinecittà. Da un’intercettazione dell’11 gennaio 2026, uno degli anarchici indagati, Francesco Benedetti, dice alla compagna Francesca Cannatello (non colpita da misure): “Franci, ma tu entri da Kfc… (…) te lo fai de giorno vestito da operaio… vai co i guanti, te giochi proprio n’altra carta”. La parola “Kfc” – annotano gli investigatori – “ha portato facilmente alla catena fast food statunitense (…) Si è quindi concentrata l’attenzione su uno store sito in via Tiburtina 541, in prossimità del centro sociale Intifada di via di Casal Bruciato 15, dove i tre protagonisti la sera precedente avevano partecipato all’evento musicale”. Qui però, secondo la Digos, viene rivelato il vero obiettivo del gruppo: “Lo store (…) si presta, per localizzazione, come luogo utilizzabile per raggiungere anche un’altra destinazione da colpire, poiché a fianco di Kfc sono presenti gli studi televisivi “De Paolis” (all’interno vengono registrati programmi televisivi prevalentemente prodotti da La7″.
Le indagini sono partite da quelle relative alla rete di supporto alla latitanza di Salvatore Vespertino, arrestato in Spagna febbraio 2025 per l’attentato nel 2017 presso la sede di Casapound a Firenze. Tra gli obiettivi principali della cellula c’era quello di rilanciare la mobilitazione per Alfredo Cospito, l’anarchico a cui è stato rinnovato per altri due il regime di 41 bis. Nell’ordinanza cautelare vengono citate una serie di intercettazioni. In un audio carpito dagli investigatori, sempre Benedetti afferma: “Con grossa fatica ma qualcosa bisogna fare…costringere un po’ lo Stato a fa i conti…che tenere un anarchico in 41 bis è comunque aver rotture di scatole!”. Negli atti viene anche citato un colloquio in cui due indagati “discutono di un sopralluogo che potrebbe coinvolgere la catena fast food McDonald’s… in relazione alla volontà di rilanciare la mobilitazione a favore di Cospito” e affermano: “Pensiamo che sia meglio partire piano…renderla pubblica in una sorta di escalation!”.
ll tema della mobilitazione pro-Palestina, secondo gli investigatori, “appare da subito per i partecipanti un ottimo aggregatore per i giovani e per ottenere visibilità o meglio riconoscibilità del gruppo in quanto promotori di ”certe pratiche'”. Prevedono gli indagati, anche la possibilità di coordinarsi con altri gruppi di azione “sparsi per tutta l’Italia (…) sono capaci e disposti a mettere in campo un cerio tipo d’intervento”. Alcuni riconducibili anche al centro anarchico “Casa Santa” di Predappio. Non solo. Nico Aurigemma, il romano del gruppo, indicato come senza fissa dimora, fa un parallelo anche con gli altri paesi: “Mi sembra una discussione molto italiana (…) In questo Paese si tenta di tutto per sfuggire alla repressione (…) In Francia e in Germania, c’è un livello di costanza di diffusione dell’azione che è abbastanza elevato nel sono che ci sono decine e decine di tralicci che bruciano, cioè robe elettriche che succedono, bum, bim, bam, sabotaggi ai treni… cioè un livello in crescendo”.
Nelle motivazioni per la custodia cautelare, infine, il gip afferma: “Il tragico decesso degli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone (i due anarchici morti per una esplosione di un ordigno rudimentale che stavano fabbricando a Roma, ndr) ha generato una serie di movimenti, proclami, manifestazioni, attentati (recentemente in Grecia) che vedono la concentrazione, soprattutto in territorio romano, di militanti anarchici per una serie di incontri ed eventi, in parte preannunciati, ma che in parte si possono reputare clandestini In un contesto simile diviene ancor più tangibile il rischio di azioni violente e di particolare impatto”.
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