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Gli amori estivi e le formule magiche

  • Postato il 25 agosto 2026
  • Chiromanti
  • Di Quotidiano del Sud
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Gli amori estivi e le formule magiche

Il Quotidiano del Sud
Gli amori estivi e le formule magiche

AH, GLI amori estivi. Più intensi, forse, di quelli difficili decantati da Calvino, poetici e destinati a lasciare quel qualcosa dentro nonostante lo scorrere del tempo, retrogusto malinconico di sale e nostalgia. Ben lo sapeva l’eterno indeciso Gaspard, protagonista vacanziero di “Racconto d’estate”, terzo episodio della saga “Racconti delle quattro stagioni” di Eric Rohmer, il quale, accompagnato da dubbi e perplessità sull’amore e l’attrazione per una terna femminile accessibile e singolare, passerà i suoi ventuno giorni di vacanza sulla costa bretone a menar il can per l’aia, braccato ed ostacolato dal vivere “un amore” esclusivamente da se stesso e dalla sua indecisione.

E l’amore è ciò che muove il mondo, che ci spinge a relazionarci con una parte imprevedibile del nostro io più profondo, capace di attivarsi e settarsi in maniera diversa e, a volte inaspettata, a secondo del soggetto che riesce, per chimica e altri fattori a volte inspiegabili, a premere il famoso “tasto giusto”. E la magia, la ritualistica magica, che sottile si muove avanti e indietro per quelle vie dei sobborghi del vivere, non è esente dall’avere a che fare con l’amore.

GLI AMORI E LE CHIROMANTI

Durante una mia intervista rivolta a una delle trentacinque chiromanti con le quali sono entrata in contatto lo scorso anno, la disponibile operatrice di settore, che chiameremo Stella, mi ha confermato che il 90% della lettura delle carte che esegue giornalmente ruota intorno alla problematica più comune nell’ambito sentimentale: l’amore inquieto, ambiguo non canonicamente ufficializzato. «Staremo insieme?», «Si è innamorato di me?», «Vede altre donne?», domande mirate che sparano sull’eterno cliché del “ma noi cosa siamo?».

Secondo Stella, che oltre a leggere carte e mani tiene pure una laurea in psicologia, ciò che alimenterebbe il tormento, e di conseguenza la necessità di sbirciare la finestra destinica propria e dell’amato, non sarebbe tanto la paura della perdita dell’altro all’interno di una dinamica sentimentale veterana ma la necessità di arrivare ad avere la sicurezza emotiva dall’altro nella cornice della novità, poco importerebbe se per sempre o per un mese.

Quella fase di non definizione del rapporto, nella quel magari può scoppiare un’irrefrenabile passione ma contornata da silenzi punitivi, distacco, ambiguità rappresenterebbe l’oscuro limbo dell’attaccamento all’idea dell’altro nel quale la lucida consapevolezza è momentaneamente assente.

LA META’ DELLA MELA

Sempre Stella ci dà una versione diversa della classica “metà della mela”, parabola poco magica che spesso, confessa, rifilare a fedelissime clienti per spiegare, nel caso concreto, il legame o il non legame che intercorre tra la consultante e il suo oscuro oggetto del desiderio. «La mela non è divisa a metà. La mela è divisa in innumerevoli pezzettini. Solo due di quei due pezzettini combaceranno perfettamente. Ciò non toglie che lo stesso pezzo possa combaciare anche con un altro ma l’incastro sarà diverso, forse migliore, forse peggiore, forse solo e semplicemente diverso». Una versione interessante del sempre verde principio dicotomico dell’amore, triste per gli ultimi dei romantici che ben hanno capito che in questa versione del molteplice pezzettino della mela la probabilità di ritrovarsi in un’unica vita con il pezzo “più giusto” per ognuno di noi si abbassano vertiginosamente.

RITUALI E INCANTESIMI D’AMORE

Tornando all’ambito magico interessanti sono alcuni rituali e incantesimi d’amore che vengono eseguiti o commissionati dalla consultante per ottenere, forzando gli eventi a volte, l’amore della persona che le piace. La differenza tecnica tra i due è abissale. Gli incantesimi infatti sono veicoli attraverso i quali raggiungere un’autorealizzazione, mentre i rituali sono pratiche che consentono di “ringraziare” e entrare in sintonia con il nostro macro e micro cosmo. In entrambi i casi si tratta di uno “spostamento” di energie.

Per ciò che riguarda gli incantesimi la gestione dell’energia è ripartita in tre parti: formula, allestimento dello spazio esecutivo ed esecuzione. I riti invece sono celebrazioni formali, per questa motivazione la loro esecuzione è definita e non modificabile, a differenza degli incantesimi che presentano più elasticità ed adattabilità. Il rito inoltre è eseguito in una cornice formale, alla presenza di un “officiante” che potrebbe essere identificato anche con la sciura Maria a patto che la stessa abbia un riconoscimento strutturato in tale dinamica, che le permetta di attivare l’effetto dell’esecuzione di quella ritualistica. Cosa diversa dall’incantesimo che invece è scevro da tale struttura ed è strettamente personale.

Il Quotidiano del Sud.
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Quotidiano del Sud