Giorno del Ricordo: l’omaggio di Regione Liguria, ma è ancora polemica sulle vittime delle Foibe
- Postato il 10 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. In occasione della Giornata del Ricordo, sulla facciata della sede della Regione Liguria in piazza De Ferrari è stato proiettato un breve video dedicato alle vittime delle Foibe e all’esodo giuliano-dalmata. Sul ledwall sono comparse la data del 10 febbraio e un’immagine di Norma Cossetto accompagnata dalla bandiera italiana e dalla scritta “Mai più oltraggi al ricordo”.
“Un impegno forte al rispetto della memoria di chi ha subito una pagina dolorosa della storia nazionale”.
E dopo la presa di posizione del presidente Marco Bucci sulla ricorrenza, così come di altri esponenti della maggioranza di centro destra, ecco altre reazioni politiche: “Mai più oltraggi al Ricordo. Apprezziamo e condividiamo il messaggio scelto oggi per commemorare le vittime delle foibe e della persecuzione delle popolazioni italiane costrette all’esodo” hanno commentato Matteo Campora e Federico Bogliolo con Marco Frascatore e Walter Sorriento, consiglieri delle due liste civiche Vince Liguria e Orgoglio Liguria, il messaggio social di Regione Liguria sul Giorno del Ricordo.
“Non limitarsi a ricordare il passato, ma fare in modo che la lezione della storia sia sempre attuale è il modo migliore per interpretare il senso di questa giornata. Piuttosto appare grave che, di fronte a questo messaggio, impossibile da contestare, ci sia chi lo consideri motivo di polemica o peggio, colga l’occasione per tornare a descrivere la tragedia istriano-dalmata con un taglio giustificazionista o negazionista”.
“Queste posizioni, superate dalla storia e da un difficile ma finalmente compiuto percorso politico, oggi sono inaccettabili e squalificano chi non coglie il significato e il valore della maturità democratica del nostro Paese, che rifiuta qualunque deriva estremista” hanno concluso i consiglieri delle due liste civiche Vince Liguria e Orgoglio Liguria.
E la vice presidente Simona Ferro ha sottolineato: “Leggo che il post sul canali social di Regione Liguria dedicato al martirio degli italiani di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, sarebbe stato giudicato “irresponsabile”, perché “in occasioni come queste, si dovrebbe evitare il rischio di alimentare tensioni in un contesto particolarmente delicato per l’ordine pubblico”.
“Cosa si intende dire? Che non si dovrebbero riaffermare i principi democratici, il rispetto delle vittime, la commemorazione di una ricorrenza istituita a livello nazionale di fronte alla minaccia della violenza politica? È un concetto particolarmente grave, specie se espresso da chi rappresenta le Istituzioni”, ha aggiunto, anche in risposta alle parole della sindaca di Genova.
“Proprio le tragedie del passato, senza distinzioni di parte, dovrebbero insegnarci a difendere la memoria e il dovere di ricordare la lezione che ci arriva dallo Stato contro tutti gli estremismi. Attendo di capire cosa ci sarebbe di irresponsabile nel difendere, oggi più che mai, le vittime di ogni barbarie. In particolare la memoria, troppe volte calpestata a Genova, di una ragazza vittima dell’orribile furia dei partigiani di Tito, che ha ottenuto la medaglia d’oro al valor civile dal presidente della Repubblica italiana, che l’ha definita, nella motivazione dell’onorificenza, ‘Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio'”.
“Le dichiarazioni della vice presidente della Regione Liguria, Simona Ferro, aprono una polemica totalmente fuori luogo in una giornata che la Repubblica dedica alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata” dichiara Simone D’Angelo, consigliere regionale PD in Regione.
“È istituzionalmente inaccettabile attribuire a parole mai pronunciate una presunta messa in discussione del Giorno del Ricordo o del rispetto dovuto alle vittime. Richiamare alla responsabilità di certo non significa limitare la memoria, ma a riaffermare, semmai, i doveri propri di chi esercita funzioni di governo, nel solco di una memoria rispettosa, rigorosa e non piegata alla polemica politica. Colpisce che proprio chi ha responsabilità istituzionali scelga di trasformare un invito alla misura e al rispetto delle istituzioni in una polemica artificiosa”.
“Non esiste una memoria “di parte”. Esiste – o dovrebbe esistere – il dovere, per chi rappresenta le istituzioni, di interpretare il calendario civile della Repubblica con serietà storica e senso dello Stato. Il rispetto della storia non ha bisogno di forzature. Ha bisogno di rigore, sobrietà e responsabilità. Non sempre, purtroppo, è quello che vediamo, in particolare da chi, come Fratelli d’Italia, continua a leggere il calendario civile del Paese come terreno di contesa politica anziché come patrimonio della Repubblica”, conclude D’Angelo.
E il gruppo FdI ha poi rincarato:”Il Giorno del Ricordo non è una ricorrenza divisiva né provocatoria: è una solenne riaffermazione dei valori della memoria, della verità storica e della nostra democrazia. Ricordare le vittime delle Foibe, l’esodo giuliano-dalmata-istriano e il sacrificio di Norma Cossetto non alimenta tensioni. Al contrario, sono il silenzio, l’ambiguità e le giustificazioni indirette a creare fratture”.
“Preoccupa che, in nome di un generico richiamo all’ordine pubblico, si finisca per offrire una sorta di copertura implicita a chi si è macchiato di atti ignobili come la devastazione e il ripetuto vandalismo della lapide dedicata a Norma Cossetto e agli esuli giuliano-dalmati a Genova. Quei gesti non rappresentano dissenso né libertà di espressione: sono pura devastazione, odio e disprezzo per la memoria e per le istituzioni democratiche”.
“Il rispetto per la memoria non si esaurisce con una dichiarazione ufficiale nel giorno dedicato. Si dimostra anche, e soprattutto, tutelando e proteggendo i luoghi e i simboli posti a imperitura memoria, senza ambiguità e senza indulgenze verso chi li oltraggia”.
Infine, il capogruppo regionale della Lega Sara Foscolo: “Non si può additare la Regione Liguria e invocare l’uso ‘responsabile’ dei canali di comunicazione per un post pubblicato in occasione del Giorno del Ricordo dell’Olocausto italiano. Il testo di Regione Liguria si limita a commemorare le vittime delle foibe e dell’esilio degli italiani costretti a lasciare le loro terre, ricordando il sacrificio di Norma Cossetto: sequestrata, stuprata, torturata, uccisa e gettata in una foiba dai partigiani titini”.
“Ossia il simbolo dell’odio etnico e delle persecuzioni subìte dagli italiani. Una comunicazione doverosa, sobria e istituzionale, che non provoca certo ‘tensioni’ o ‘rischi di ordine pubblico’ come invece sostiene il sindaco di Genova, ma è rispettosa dei tragici fatti accaduti, per troppo tempo dimenticati anche nei libri di storia, senza distinzioni di parte” ha concluso.