Giornate FAI di primavera, i 780 luoghi da visitare il 21 e 22 marzo 2026

  • Postato il 9 marzo 2026
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  • Di SiViaggia.it
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In occasione del 51° anno del FAI (Fondo Ambiente Italiano), tornano ancora più ricche le Giornate FAI di primavera. Il weekend del 21 1 22 marzo 2026 saranno 780 i luoghi aperti e visitabili in 400 città d’Italia. Giunte alla 34ª edizione, le Giornate FAI di primavera 2026 danno la possibilità a centinaia di migliaia di italiani, nel primo fine settimana di primavera, di visitare alcuni degli edifici del patrimonio culturale e paesaggistico delle città e dei territori in cui vivono. Ma sono anche un’occasione per organizzare un fine settimana fuori casa, alla scoperta delle bellezze italiane.

Un patrimonio, quello dei Beni del FAI, fatto di tesori d’arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono, a cui il FAI dedica ogni anno questa festa collettiva pensata per promuoverne la conoscenza, la cura e la tutela, in linea con la missione educativa che la Fondazione porta avanti da oltre cinquant’anni.

Tra le novità di questa edizione, alcune aperture speciali per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e valorizzare la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia.

I Beni FAI da visitare nelle Giornate FAI di primavera 2026

Luoghi francescani

Diversi i luoghi del FAI aperti per celebrare l’anniversario di San Francesco, come il Bosco di San Francesco ai piedi della grandiosa Basilica di San Francesco ad Assisi e il Convento di San Fortunato a Montefalco (PG), il cui chiostro interno del XV secolo fu affrescato nel 1720 con episodi della vita di S. Francesco e della vita di S. Fortunato, con stemmi di famiglie nobili di Montefalco e ritratti di francescani illustri. Da visitare c’è anche il Santuario di San Donato a Ripacandida, borgo del Vulture noto come “piccola Assisi lucana”, gemellato con la Basilica di San Francesco ad Assisi, tanto da aver ricevuto in dono una reliquia del corpo del Santo patrono d’Italia, e nel 2010 è stato riconosciuto dall’Unesco “monumento messaggero di cultura di pace” per i profondi valori spirituali che trasmette da secoli.

Edifici moderni

Dal sacro al profano: sarà aperto alle visite lo Stadio Diego Armando Maradona a Fuorigrotta, Napoli, con il celebre murales di Jorit che si trova all’esterno, completato proprio a inizio 2026. Dopo il Colosseo di Roma è il luogo più visitato d’Italia.

I palazzi aperti

Ma sono soprattutto i palazzi che aprono, alcuni in via del tutto eccezionale, al pubblico per il primo fine settimana di inizio primavera: Palazzo Corrodi a Roma è uno di questi. Sorge lungo il Tevere, nel rione Campo Marzio, nasce come edificio concepito per ospitare atelier di artisti. Fin dalle origini il palazzo si configura come luogo di produzione culturale, accogliendo pittori, scultori e intellettuali come Giulio Aristide Sartorio e lo scultore Christian Hendrik Andersen. E sempre a Roma, si può visitare Villa Lante al Gianicolo, una delle ville romane del Cinquecento meglio conservate: preziosa testimonianza dei lavori della scuola di Raffaello e della “nuova era aurea” dei papa Medici, l’architettura è da attribuire a Giulio Romano, coadiuvato nelle decorazioni da Giovanni da Udine, Polidoro da Caravaggio, Vincenzo Tamagni e Maturino.

A Napoli, apre Palazzo d’Avalos del Vasto, costruito tra il 1489 e il 1525 dal celebre condottiero e marchese di Pescara Francesco Ferdinando d’Avalos che, giunto in città al seguito degli Aragonesi, ne fece la sua residenza di rappresentanza. Nel corso dei secoli il palazzo divenne una vera e propria reggia urbana, abitata da esponenti di spicco della famiglia, come il Cardinale Innico d’Avalos d’Aragona e il principe Tommaso d’Avalos, che ne commissionarono i primi restauri. Era chiuso da trent’anni.

I teatri

A Bari si potrà visitare il celebre Teatro Margherita, l’unico costruito su palafitte nel mare, progettato in stile Liberty da Francesco De Giglio, mentre un altro teatro visitabile nelle giornate del FAI sarà l’ex Regio Ippodromo Vittorio Emanuele II di Torino, costruito nel 1856, trasformato in teatro e successivamente acquistato dalla RAI nel 1952, oggi la sede dell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”. E poi ci sono i 18 teatri condominiali dell’Italia centrale, 14 dei quali sono concentrati nelle Marche e sono candidati a Patrimonio mondiale dell’Unesco. Uno di questi è il Teatro Lauro Rossi di Macerata del 1774 progettato da Antonio galli da Bibbiena.

I borghi

Non solo palazzi ed edifici, ma interi borghi saranno visitabili nelle due Giornate FAI di primavera. Il primo che segnaliamo è Orgosolo, in provincia di Nuoro in Sardegna. Famoso per i suoi murales, è uno dei borghi dipinti più affascinanti d’Italia che, attraverso i dipinti, racconta la sua storia a partire dagli Anni ’60 fino ai giorni nostri. Un paese-museo a cielo aperto nel bel mezzo della Barbagia.

Autore
SiViaggia.it

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