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Giorgia Meloni e la legge elettorale, sfida le opposizioni sul voto segreto: "Per prendersi gioco degli italiani?"

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

La riforma della legge elettorale divide maggioranza e opposizioni sul tema cruciale delle preferenze parlamentari. Il governo Meloni propone un emendamento per consentire ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti, ma la votazione a scrutinio segreto alimenta dubbi sulla sincerità dei partiti d'opposizione. La premier lancia un ultimatum politico: chi davvero crede nella democrazia delle preferenze dovrà dimostrarlo pubblicamente, mettendo in luce eventuali contraddizioni tra le promesse elettorali e i comportamenti reali.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Giorgia Meloni e la legge elettorale, sfida le opposizioni sul voto segreto: "Per prendersi gioco degli italiani?"
Giorgia Meloni e la legge elettorale, sfida le opposizioni sul voto segreto: "Per prendersi gioco degli italiani?"

Nella bagarre in aula sulla nuova legge elettorale scoppia la bomba voto segreto. La presidenza della Camera ha dato il via libera alle votazioni segrete su tutti gli emendamenti e articoli sui quali è previsto lo scrutinio non palese. Lo ha riferito all'Aula il presidente di turno Fabio Rampelli. Anche il voto finale sulla riforma della legge elettorale si svolgerà a scrutinio segreto.

La premier Giorgia Meloni è scesa in campo per sfidare le opposizioni: "Oggi pomeriggio si voterà l'emendamento, proposto da Fratelli d'Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un'operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C'è un solo modo per scoprirlo: che l'emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto". 

"L'uscita di Giorgia Meloni è preoccupata e conseguente" alla richiesta di voto segreto sugli emendamenti sulla legge elettorale, le risponde Giuseppe Conte. "Al di là delle dichiarazioni di rito dei partiti di maggioranza evidentemente teme di non avere i voti", conclude sarcastico il presidente del Movimento 5 Stelle.

"Io sarei per un voto palese in Parlamento perché gli italiani devono sapere chi ha votato contro o a favore... Noi di Fratelli d'Italia l'abbiamo dichiarato: siamo a favore delle preferenze e quindi vogliamo votare in maniera trasparente. I cittadini devono sapere nomi e cognomi, a mio avviso, di quelli che sono a favore e di quelli che sono contro preferenze, al di là delle motivazioni - è la controreplica di Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura ed esponente di spicco di FdI -. Chi è contrario lo spiega e vota di conseguenza, chi è favorevole lo spiega e pure vota di conseguenza".

Colloquiando con i giornalisti in Transatlantico, Lollobrigida assicura di non temere il voto segreto ma ritiene che "chiederlo significa non rendere conto ai cittadini. Io non so cosa succederà in Aula ma la nostra indicazione è stata chiara. La premier Meloni ha fatto bene a dire chiaramente che lei vuole le preferenze, perché gli italiani devono sapere che siamo trasparenti".

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Autore
Libero Quotidiano

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