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Giorgia Meloni e il "patentino antifascista": "Si chiama censura", e Conte impazzisce

  • Postato il 14 giugno 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 5 min di lettura
Giorgia Meloni e il "patentino antifascista": "Si chiama censura", e Conte impazzisce
Giorgia Meloni e il "patentino antifascista": "Si chiama censura", e Conte impazzisce

Il "patentino antifascista" richiesto dalla fiera Più libri più liberi fa imbestialire la premier Giorgia Meloni. E in tutta risposta, il centrosinistra impazzisce di rabbia e la attacca, ancora una volta. 

"Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria 'Più libri più liberi', che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest'anno il 'patentino antifascista', sottoscrivendo un'apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono", scrive su X la presidente del Consiglio.

"La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno - conclude Meloni -. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica". 

 

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A stretto giro di posta, ecco la replica di Giuseppe Conte: "Nulla da dire e da fare sull'inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità. Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità, mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale. Vertici internazionali vitali per i nostri interessi con la sedia dell'Italia che rimane vuota perché preferisce presentare un francobollo o la escludono. E allora Meloni va sull'usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull'antifascismo". 

"Giustamente - scrive sui social il leader del Movimento 5 Stelle - oltre all'ossessione nei miei confronti adesso ha l'ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti. Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell'Italia, del carovita e delle aziende che chiudono? Quattro anni zero riforme".

 

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Stessa musica da Alleanza Verdi e Sinistra. "Da tempo ormai ad ogni 25 aprile o ad un atto di violenza o di intimidazione evito di chiedere all'attuale presidente del consiglio di dichiararsi antifascista. Evidentemente non lo è - chiosa Nicola Fratoianni, deputato di Avs e leader di Sinistra italiana -. Ed oggi con il suo attacco alla Fiera 'Più Libri Più Liberi' lo conferma ancora una volta. Dichiararsi antifascista in modo limpido e sereno non vuol dire censurare qualcun altro, ma rispettare i valori della nostra Costituzione". "È ora che gli italiani - conclude il leader rossoverde - si accorgano fino in fondo a chi hanno affidato in questi anni il nostro Paese: ai nipotini del Ventennio. È ora di accompagnarli gentilmente da dove sono venuti".

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Autore
Libero Quotidiano

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