Giorgetti nel Documento di finanza pubblica: “Pochi margini di bilancio. Ripensare gli aumenti di spesa per la difesa”
- Postato il 23 aprile 2026
- Economia
- Di Il Fatto Quotidiano
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La crescita più bassa del previsto causa guerra in Iran, il deficit ancora sopra il 3% del pil e il debito in aumento costringono il governo a ripensare gli impegni presi sul fronte dell’aumento della spesa per la difesa. “I margini di bilancio risultano particolarmente assottigliati in ragione sia del lieve deterioramento dei principali indicatori di finanza pubblica, sia della necessità di intervenire, in maniera ancora più decisa, per contrastare con interventi mirati gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche. Di conseguenza, sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, ivi inclusa la difesa“, esplicita il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento di finanza pubblica, confermando quello che ha anticipato mercoledì in conferenza stampa.
Di fronte allo choc energetico causato dal conflitto, “La sfida che ci attende”, scrive il ministro, “è di coniugare il sostegno a imprese e famiglie in questa fase di difficoltà con una forte determinazione a continuare il percorso già intrapreso verso una maggiore indipendenza energetica, sicurezza e sostenibilità della finanza pubblica“. Il governo “continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese: sarebbe irresponsabile non farlo – afferma il titolare del Mef – perché il costo che ne deriverebbe in termini di danni persistenti all’economia e al tessuto sociale sarebbe inaccettabile”.
“Al momento, come testimoniato dai provvedimenti adottati a partire dall’inizio dell’anno, gli interventi sono stati effettuati attraverso una riallocazione di altre componenti del bilancio, cosicché sono risultati neutrali dal punto di vista della finanza pubblica”. “Il fatto che l’Italia si sia ritrovata in questo nuovo contesto con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute ha permesso finora di contenere l’impatto del mutato contesto globale. Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato”.
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