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“Gino Paoli e io abbiamo mandato il brano ad Ornella Vanoni, non vedeva l’ora di tornare a duettare con lui, ma 3 giorni dopo se n’è andata”: parla la moglie del cantautore Paola Penzo

  • Postato il 23 settembre 2026
  • Musica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Gino Paoli e io abbiamo mandato il brano ad Ornella Vanoni, non vedeva l’ora di tornare a duettare con lui, ma 3 giorni dopo se n’è andata”: parla la moglie del cantautore Paola Penzo

“Quando ti rivedrò” è il titolo de l’ultimo brano inedito di Gino Paoli, che avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni. Una occasione speciale per celebrare sia il compleanno dell’artista milanese è nata il 22 settembre che quello del cantautore genovese il 23 settembre. Nella canzne ci sono i fiati di Paolo Fresu. L’inedito è contenuto all’interno della nuova edizione di “Appunti di un lungo viaggio”, la raccolta di Gino Paoli e parte del catalogo Sugar. L’acclamato trombettista jazz non è stato scelto a caso perché, in realtà, una parte di “Quando ti rivedrò” doveva essere interpretata da Ornella Vanoni.

“Un giorno mi ha chiamato il maestro Adriano Pennino – ha raccontato la moglie dell’artista scomparso Paola Penzo – e mi ha detto: ‘Senti, questo brano l’ho fatto anche con Gino: ho fatto le musiche, ho fatto il testo, ce l’ho, mi sembra bello, cosa ne dici?”‘ Era un po’ imbarazzato, quasi meravigliato, e allo stesso tempo entusiasta. Ho chiamato Filippo Sugar, gli ho girato il brano e gli ho cosa ne pensasse e anche lui era della stessa idea. In questa canzone c’è molto di Gino che si commuoveva ed era davvero se stesso, forse ancora di più, quando era davanti a un pubblico che quando era nella vita privata o in studio di registrazione”.

E ancora: “Ho mandato il brano anche a Ornella Vanoni, le è piaciuto molto, si è entusiasmata all’idea di registrarlo. Purtroppo, tre giorni dopo è venuta a mancare. Così siamo rimasti a pensare, anche insieme a Caterina Caselli, chi potesse in qualche modo sostituire la voce di Ornella: le canzoni di Gino sono così, insostituibili, per una serie di ragioni. Allora Nicolò (il figlio, ndr) ha pensato che forse l’unica “voce” possibile potesse essere la tromba, e chi meglio di lui? Fresu che oltre a essere un grande artista, era molto legato a Ornella. Lei parlava sempre di lui, della sua famiglia, io so quasi tutto di lui tramite i racconti che negli anni mi ha fatto Ornella”.

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Il Fatto Quotidiano

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