Giappone-Svezia: errore di Suzuki, festa a metà per due, ai nipponici tocca il Brasile di Ancelotti, agli scandinavi forse la Francia
- Postato il 26 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Sotto gli occhi di Dirk Nowitzki, ex star tedesca dei Dallas Mavericks, con cui ha vinto il titolo Nba nel 2011, Giappone e Svezia non si fanno male: finisce 1-1, passano entrambe ma è festa a metà. Si sapeva chiunque avesse vinto si sarebbe assicurato la qualificazione ed è per questo che ci hanno provato, ma è anche vero che, visto l’andamento dell’altra partita del girone (Olanda-Tunisia), chi avesse vinto avrebbe affrontato il Brasile. E se avessero pareggiato, come è successo, il Giappone avrebbe giocato contro il Brasile e la Svezia si sarebbe qualificata come una delle migliori terze classificate dove ad attenderla potrebbe esserci una tra Francia e Norvegia.
Anche Ancelotti non è tranquillo
Se è vero che sarebbe stato meglio per i giapponesi evitare i pentacampioni sudamericani, la cosa vale anche per Ancelotti. Ha impressionato nelle prime due gare il Giappone ed è ancora vivo il ricordo dell’amichevole tra le due nazionali di qualche mese fa, quando il Giappone mise in scena un’impressionante rimonta da 0-2. La nazionale giapponese non è un avversario facile. Gioca bene e perde raramente. Infatti, ha concluso la fase a gironi del Mondiale imbattuta e ha subito una sola sconfitta nelle ultime 16 partite. Non perde da quasi un anno. L’ultima sconfitta risale al settembre 2015 contro gli Stati Uniti.
Succede tutto nella ripresa
Nonostante il vantaggio iniziale e l’ottima prestazione contro la Svezia , il pareggio dell’Elanga li ha condannati al secondo posto. Primo tempo piuttosto scialbo, interrotto solo dal tiro di Nakamura proprio allo scadere del primo tempo. Un’ottima parata del portiere svedese, che, come molti dei suoi compagni di squadra, gioca in Inghilterra (nel Coventry) ma il secondo tempo è stato tutta un’altra storia . Il Giappone ha iniziato forte, proprio come aveva concluso il primo, e ha soffocato una Svezia in cui il trio composto da Elanga, Gyökeres e Isak era praticamente invisibile.
Suzuki non impeccabile
Al 56′ l’illusorio gol giapponese. Azione corale di altissimo livello: Doan serve Ueda, che restituisce subito al numero 10, quindi l’assist perfetto per Maeda, freddissimo nel battere il portiere. La gioia però dura poco. Al 62′ Elanga riceve sulla sinistra, converge verso il centro e calcia. Suzuki reagisce in ritardo e non riesce a evitare l’immediato 1-1. Sulle ali dell’entusiasmo la Svezia spinge alla ricerca della vittoria ma col passar dei minuti le due squadre si accontentano. Con l’1-1 il Giappone si è assicurato il secondo posto davanti alla Svezia, mentre la squadra di Potter è arrivata terza, ma con una differenza reti di 0, è passata al turno successivo.