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Giannetta contro Forza Italia: «Non premia la meritocrazia». 

  • Postato il 27 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Giannetta contro Forza Italia: «Non premia la meritocrazia». 

Il Quotidiano del Sud
Giannetta contro Forza Italia: «Non premia la meritocrazia». 

REGGIO CALABRIA – Prima l’ironia contro Francesco Cannizzaro. Poi Antonio Tajani, accusato senza troppi giri di parole di essere «male informato». Infine, il bersaglio più ampio: il sistema stesso con cui, secondo Domenico Giannetta, il partito azzurro viene gestito nella regione. È un Giannetta diverso. Meno istituzionale, dal taglio ironico e dai modi più decisi. La trasformazione verso Futuro Nazionale sembra manifestare i suoi effetti anche dal punto di vista stilistico.

Quello che appare nel video in esclusiva al Quotidiano del Sud non è più il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. Si può starne certi. Niente giacca. Nessuna cravatta. Camicia sbottonata (ben tre bottoni) che espone un petto spavaldo. Camicia, tra l’altro, rigorosamente scura. Non nera, non esageriamo. In ogni caso è risaputo: l’abbigliamento è anche un modo di comunicare. E il primo messaggio è questo: Domenico Giannetta, oggi, è il candidato di Futuro Nazionale alle elezioni suppletive di Reggio Calabria.

La stoccata a Cannizzaro: «Da Adesso Reggio ad Adesso Milano»

Giannetta comincia con l’ironia. E prende subito di mira Francesco Cannizzaro. «La politica sa anche essere simpatica. Fino a ieri parlavamo di Adesso Reggio, da oggi parliamo di Adesso Milano. Probabilmente, se io non avessi alzato il livello del dibattito politico, tra qualche mese avremmo parlato di Adesso Lazio». Il riferimento è qui allo slogan – “Adesso Reggio” che ha accompagnato la scalata di Cannizzaro verso Palazzo San Giorgio. Giannetta lo ribalta per contestare una gestione politica che, nella sua lettura, avrebbe spostato la prospettiva delle decisioni fuori dal territorio. La linea retorica è quella già utilizzata da Roberto Vannacci, che in un video social aveva criticato la scelta di Forza Italia di candidare alle suppletive l’avvocato romano Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia. «Un romano da eleggere con i voti dei reggini».

La replica a Tajani: «Non sono un numero»

Il secondo bersaglio è Antonio Tajani. Giannetta cita le dichiarazioni del segretario nazionale di Forza Italia dopo il suo addio agli azzurri: «Ho letto le dichiarazioni di ieri del ministro Tajani, dove diceva: “Abbiamo perso uno, ne entreranno altri”. Io non mi sento un numero, né tantomeno mi vorrei sentire come colui che deve essere sostituito da qualcun altro». Giannetta contesta soprattutto l’idea che la perdita di un dirigente possa essere letta come una semplice operazione aritmetica. Da notare la scelta retorica del “persone e non numeri”. Scelta che lascia trapelare una sensibilità politica un po’ eccentrica rispetto a quella a cui ci ha abituati Futuro Nazionale. Comunque sia, per sostenere la sua tesi chiama in causa il peso elettorale dei protagonisti. Quindi sia persone che numeri. «Evidentemente il ministro deve essere male informato, perché che io sappia non è entrato nessuno dopo che un altro big di Forza Italia è andato via portando con sé una dote di 11mila voti». Qui Giannetta fa probabilmente riferimento al passaggio del Consigliere regionale Giuseppe “Peppe” Mattiani alla Lega. Poi porta il discorso direttamente su di sé. «Non ho visto entrare nessun altro dopo che il sottoscritto è andato via portando con sé un’altra dote di quasi 11mila voti». Po c’è poi un’ulteriore stoccata. Giannetta ammette che nuovi ingressi nel partito potrebbero esserci stati, ma ne ridimensiona il valore politico ed elettorale. «Probabilmente sarà entrato nel frattempo qualcuno che dal centrosinistra è arrivato in Forza Italia, che comunque non è riuscito minimamente a compensare questa dote». È in questo passaggio che la polemica con Tajani assume un significato più ampio. Giannetta mette in discussione la fotografia che i vertici azzurri starebbero dando dello stato di salute del partito in Calabria. Della serie: parlano dei numeri, ma non li hanno.

L’attacco al modello di Forza Italia Calabria. E Occhiuto resta sullo sfondo

Il terzo passaggio è forse quello politicamente più rilevante. Giannetta prova innanzitutto a mettere un confine molto netto: «Non è un dissenso nei confronti del governo regionale». Una precisazione di non poco conto. L’ex capogruppo azzurro vuole separare il giudizio sull’esecutivo regionale da quello sul funzionamento interno del partito. Subito dopo, però, arriva l’accusa più pesante. «La mia è una non condivisione su quella che è la logica accentratrice del partito di Forza Italia in Calabria, che non premia il merito, quindi la meritocrazia, e che soprattutto non si basa sul dialogo e sul confronto».

Tre accuse: accentramento, scarsa meritocrazia e assenza di confronto. Ed è qui che il caso Giannetta supera il rapporto con Cannizzaro e investe l’intero equilibrio di Forza Italia in Calabria. Perché il partito azzurro nella regione ha due figure politiche di riferimento difficilmente separabili: da una parte Cannizzaro, segretario regionale e oggi sindaco di Reggio; dall’altra Roberto Occhiuto, presidente della Regione e vicesegretario nazionale di Forza Italia. Giannetta, almeno nelle sue parole, evita accuratamente di trasformare la rottura politica in un attacco al governatore. Anzi, ribadisce che il problema non riguarda l’azione del governo regionale.

Dai dirigenti alla struttura di Forza Italia

Ma la distinzione diventa più complicata quando la critica si sposta dal singolo dirigente alla struttura stessa del partito calabrese. Se la contestazione riguarda una «logica accentratrice» di Forza Italia Calabria, il tema non può infatti fermarsi al solo Cannizzaro. Investe inevitabilmente anche il modello politico costruito negli ultimi anni attorno al partito che governa la Regione e che proprio sotto la guida di Occhiuto e Cannizzaro ha raggiunto il suo massimo peso elettorale. Il confine su cui Giannetta sta cercando di muoversi, quindi, per il momento è molto sottile.

Si può davvero distinguere il sostegno all’azione amministrativa di Occhiuto dal giudizio radicalmente negativo sul partito di cui lo stesso presidente della Regione è uno dei massimi dirigenti nazionali? Per il momento Giannetta traccia una linea precisa: nessuna guerra contro il governo regionale, ma una rottura netta con il sistema di Forza Italia Calabria. Sarà interessante osservare come Giannetta riuscirà a gestire la cosa. Soprattutto nelle prossime settimane in cui la campagna elettorale entrerà nel vivo.

Intanto, proprio oggi è arrivata in Calabria l’ondata di caldo più pesante dell’estate. Chissà che non finisca per convincere anche qualche altra figura istituzionale a togliersi la giacca. Il caldo, ovviamente.

Il Quotidiano del Sud.
Giannetta contro Forza Italia: «Non premia la meritocrazia». 

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