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Giacomo Michelis, un italiano a Dublino: il talento del Kombat Team Alassio si allena con i migliori

  • Postato il 24 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Giacomo Michelis, un italiano a Dublino: il talento del Kombat Team Alassio si allena con i migliori

Alassio. Un’esperienza internazionale di grande prestigio per Giacomo Michelis, atleta del Kombat Team Alassio, che nelle settimane precedenti a UFC 330 ha preso parte a Dublino al camp di preparazione di Ian Machado Garry, uno dei migliori combattenti al mondo nella categoria dei pesi welter.

Per chi non segue abitualmente gli sport da combattimento, il nome UFC può forse dire poco. La sigla sta per Ultimate Fighting Championship ed è la più importante organizzazione mondiale di arti marziali miste, le cosiddette MMA. È il vertice assoluto del professionismo in questa disciplina: combattere in UFC significa confrontarsi con i migliori atleti del mondo.

Un fenomeno sportivo mondiale
Per comprendere cosa significhi realmente entrare nell’ambiente UFC bisogna considerare anche la dimensione del fenomeno.

La UFC non è semplicemente una delle tante organizzazioni di MMA: è il riferimento mondiale della disciplina e una delle grandi realtà dello sport internazionale. Organizza circa 43 eventi all’anno, conta circa 100 milioni di fan negli Stati Uniti e dichiara una distribuzione che raggiunge quasi 950 milioni di nuclei familiari nel mondo.

Numeri che danno un’idea della sua dimensione anche a chi non conosce le MMA. Nel giugno 2026, inoltre, un singolo evento UFC, Freedom 250, ha raggiunto circa 34 milioni di spettatori complessivi nel mondo, con una media di circa 7 milioni negli Stati Uniti.

È in questo contesto che va collocata l’esperienza di Giacomo Michelis, atleta imperiese del Kombat Team Alassio.

A Dublino nel camp di Ian Machado Garry
Michelis è stato a Dublino nelle settimane precedenti a UFC 330, entrando nel camp di preparazione di Ian Machado Garry, atleta irlandese tra i protagonisti della UFC.

Garry era classificato numero 1 dei pesi welter UFC, quindi il primo sfidante al titolo mondiale della categoria. Il 15 agosto 2026 è salito nell’Ottagono per affrontare Islam Makhachev, uno dei più affermati campioni delle MMA, in palio il titolo UFC dei pesi welter.

Per Michelis non si è trattato quindi di una semplice esperienza all’estero, ma dell’opportunità di allenarsi all’interno della preparazione di un atleta che si stava preparando per uno dei combattimenti più importanti possibili nel panorama mondiale delle MMA.

Cosa significa per un atleta italiano
Nei grandi camp di MMA gli atleti vengono scelti anche in funzione delle loro caratteristiche tecniche e della capacità di offrire un confronto utile in vista dell’avversario.

Essere coinvolti in un camp di questo livello rappresenta quindi un importante riconoscimento.

Per un atleta italiano significa confrontarsi direttamente con metodologie di allenamento, ritmi e standard internazionali, entrando in un ambiente nel quale ogni dettaglio viene preparato per competere ai massimi livelli.

Michelis non è semplicemente andato ad allenarsi con un atleta straniero: è entrato nell’ambiente di preparazione di un numero uno della UFC mentre quest’ultimo si preparava a disputare un incontro per il titolo mondiale.

Il percorso di Michelis e il suo team
Giacomo Michelis ha costruito finora un percorso professionistico di 9 vittorie e una sola sconfitta, maturando importanti esperienze internazionali e combattendo anche nella prestigiosa organizzazione europea Cage Warriors.

A seguire la sua carriera sportiva è un gruppo tecnico che riunisce competenze diverse e complementari:

Alessandro De Blasi, direttore tecnico del Kombat Team Alassio;
Simone Ruiu, istruttore del Kombat Team;
Stefano Gagliolo, di Alassio, istruttore del Kombat Team e preparatore atletico;
Davide Berardi, maestro di Brazilian Jiu Jitsu della Daruma BJJ di Sanremo.
Un lavoro di squadra che permette di curare i diversi aspetti della preparazione di un atleta di MMA: dalla parte tecnica di striking e combattimento, al Brazilian Jiu Jitsu, fino alla preparazione atletica.

La dichiarazione di Alessandro De Blasi
«Per Giacomo questa esperienza rappresenta molto più di un semplice viaggio all’estero. Essere chiamato a partecipare al camp di un atleta come Ian Machado Garry, numero uno della UFC e impegnato in una sfida per il titolo mondiale, significa confrontarsi direttamente con il livello più alto delle MMA internazionali.

Giacomo ha ancora molta strada da fare e non vogliamo bruciare le tappe, ma esperienze di questo tipo sono fondamentali per la sua crescita. Il nostro obiettivo, insieme a Simone Ruiu, Stefano Gagliolo e Davide Berardi, è metterlo nelle condizioni di sviluppare al massimo le sue qualità, costruendo passo dopo passo un atleta completo e competitivo a livello internazionale.

Per noi è motivo di orgoglio vedere un ragazzo del nostro territorio entrare in ambienti di questo livello. Significa che anche partendo dalla Liguria, con lavoro, programmazione e professionalità, si può arrivare a confrontarsi con il vertice mondiale delle MMA».

Il percorso di Michelis è ancora in costruzione, ma l’esperienza di Dublino rappresenta un ulteriore passo in avanti.

E per le MMA italiane, il nome di Giacomo Michelis è sicuramente uno di quelli da tenere d’occhio.

Giacomo Michelis
Giacomo Michelis
Giacomo Michelis
Giacomo Michelis

Giacomo Michelis e il suo team

Giacomo Michelis

La locandina del match tra Islam Makhachev e Ian Machado Garry

Autore
Il Vostro Giornale

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