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Genova ritrova il suo capolavoro rubato: a Tursi “I Frati Camaldolesi” del Magnasco

  • Postato il 28 maggio 2026
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  • Di Genova24
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Genova ritrova il suo capolavoro rubato: a Tursi “I Frati Camaldolesi” del Magnasco

Genova. Le celebrazioni genovesi del 2 giugno si aprono quest’anno all’insegna dell’arte e della legalità, includendo nei festeggiamenti ufficiali per la Festa della Repubblica il ritorno di un prezioso dipinto: I Frati Camaldolesi di Alessandro Magnasco (olio su tela, 1716-18).

L’opera, appartenente alla storica collezione della famiglia Luxoro e conservata presso i Musei di Nervi nella Villa Gianettino Luxoro, è stata restituita alla cittadinanza dopo essere stata rubata 10 anni fa insieme ad altre nove opere d’arte. A ritrovarla sono stati i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, che l’hanno intercettata sul mercato palermitano, identificata e sequestrata per impedirne la ricettazione.

Al momento la tela del Magnasco è l’unica opera rinvenuta, grazie al lavoro d’indagine degli esperti del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Il dipinto verrà esposto il 2 giugno a Palazzo Tursi, nell’ufficio di rappresentanza della sindaca Silvia Salis, e potrà essere ammirato dalle 15 alle 21.30.

Il ritorno a Genova dei Frati Camaldolesi del Magnasco è uno straordinario regalo per la nostra città in occasione della Festa della Repubblica, una giornata in cui celebriamo i valori fondanti della nostra comunità, tra i quali la cultura e la legalità occupano un posto d’onore – ha detto l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – Quest’opera non è soltanto un capolavoro del primo Settecento, ma rappresenta un pezzo di storia genovese e dell’identità della Villa Luxoro di Nervi. La sua restituzione dimostra l’eccellenza e la tenacia del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, a cui va il nostro più profondo ringraziamento per aver vigilato e difeso la nostra bellezza”.

“Il successo di questa attività ci ha consentito di restituire alla comunità un’opera di straordinaria importanza – spiega Alessandro Caprio, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Genova – Trafugato nel 2016, il quadro è stato individuato nel 2022 dai nostri operatori, durante i controlli preventivi in un mercatino di Genova. Grazie alla memoria storica dell’indagine e all’efficacia dei nostri controlli, il personale ha immediatamente ricollegato l’opera a quella sottratta anni prima. Questo risultato è stato possibile incrociando l’intuito investigativo con la nostra Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, il più grande database al mondo nel quale sono censite le opere da ricercare. Il connubio tra la competenza dei nostri operatori e la precisione tecnologica ci ha permesso di confermare l’identità dell’opera, che oggi siamo felici di restituire alla collettività”.

Autore
Genova24

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