Genova celebra i 90 anni di Renzo Piano: sarà il protagonista della mostra a Palazzo Ducale nel 2027
- Postato il 13 agosto 2026
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- Di Genova24
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Genova rende omaggio al celebre architetto genovese Renzo Piano in occasione dei suoi 90 anni. Una grande mostra retrospettiva ospitata a Palazzo Ducale nel 2027 racconterà la straordinaria carriera dell'archistar, i suoi capolavori internazionali e il legame profondo con la città natale. Un evento che celebra il genio creativo di uno dei più influenti progettisti contemporanei e la sua impronta sul patrimonio architettonico mondiale.
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Genova. Sarà l’architetto genovese Renzo Piano il protagonista della grande mostra internazionale che Palazzo Ducale sta organizzando per il 2027 dopo aver tracciato il bilancio di Van Dyck, esposizione che ha totalizzato 73mila visitatori in tre mesi di cui il 55,5% da fuori Liguria. L’evento coinciderà con i 90 anni dell’archistar e senatore a vita, nato a Pegli il 14 settembre 1937 e adesso in procinto di essere celebrato nella sua città dopo una carriera che lo ha reso noto in tutto il mondo.
L’indiscrezione, raccolta da Genova24, è confermata dagli addetti ai lavori. E fa il paio con le recenti dichiarazioni della presidente di Palazzo Ducale Sara Armella che annunciava “una grande esposizione di respiro internazionale, prodotta anche da Palazzo Ducale” sul periodo “moderno-contemporaneo” per continuare a guardare a un “pubblico altamente qualificato, trasversale, non soltanto italiano”.
Dunque ancora una volta una figura strettamente legata a Genova – come Rubens e Van Dyck, per citare due grandi artisti scelti negli ultimi anni – ma allo stesso tempo in grado di coinvolgere la più ampia platea possibile di visitatori per garantire sostenibilità economica all’operazione e un impatto significativo sul turismo. Stavolta, però, con i piedi immersi nella contemporaneità anziché nei “secoli d’oro” della Genova che fu.
Da quanto si apprende, la mostra conterrà alcuni plastici e modelli originali delle opere di Renzo Piano, soprattutto quelle che lo hanno consacrato a livello internazionale. Ancora da definire la curatela e diversi aspetti dell’organizzazione, ma sarà cruciale il contributo della Fondazione che porta il suo nome, attiva fin dal 2004 per la conservazione e valorizzazione dell’archivio del suo studio.
Da definire anche la parte finanziaria della mostra, che vedrà probabilmente il concorso straordinario di tutti gli enti coinvolti: Comune di Genova, Regione Liguria, lo stesso Palazzo Ducale e soprattutto – è l’auspicio – uno o più sponsor che la notorietà globale del personaggio dovrebbe permettere di attirare.
La ristrutturazione degli spazi espositivi di Palazzo Ducale
Ma c’è un’altra novità. La grande mostra su Renzo Piano sarà anche l’occasione per rinnovare gli spazi espositivi di Palazzo Ducale ricavati nell’appartamento del doge e nella maestosa cappella dogale. L’ultimo restyling risale ormai al 2004, anno di Genova Capitale europea della cultura, e anche il sondaggio tra i visitatori di Van Dyck ha messo in luce qualche criticità sulla percezione estetica delle sale.
Il progetto è ancora in fase di elaborazione, ma secondo quanto trapela ci sarebbe l’intenzione di liberare il loggiato al piano nobile: in questo modo si perderebbe una stanza, ma si potrebbe recuperare un’area esterna per altre funzioni. Ironia della sorte, Renzo Piano ha progettato diversi musei e centri culturali, ma nulla del genere a Genova. È tuttavia escluso che possa occuparsene direttamente il suo studio, anche se interverranno altri professionisti in qualche modo legati a lui.
Le opere di Renzo Piano
Renzo Piano è probabilmente l’architetto che più ha contribuito a rimodellare Genova negli ultimi decenni, pur con giudizi spesso controversi da parte dei suoi concittadini. A partire dalla trasformazione radicale del Porto Antico in occasione dell’Expo del 1992, progetto che ha restituito al centro storico l’affaccio sul mare, ancora oggi cuore pulsante del turismo e degli eventi. Stessa logica alla base del Blue Print, poi rinominato Waterfront di Levante, per ora realizzato solo in parte e abbandonando le prospettive di collegamento via mare tra l’ex Fiera e la zona del Mandraccio. E poi – a breve l’anniversario che lo ricorda – il concept del nuovo ponte San Giorgio dopo il tragico crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018, diventato un nuovo simbolo di resilienza.
Ma Renzo Piano, come molti grandi, ha inciso soprattutto lontano dalla sua patria. Tra le opere principali, già entrate a far parte della storia, ricordiamo il Centre Pompidou di Parigi (1971) progettato con Richard Rogers e Gianfranco Franchini, la riconversione del Lingotto di Torino (a partire dal 1985), il Nemo di Amsterdam (1997), l’Auditorium Parco della Musica di Roma (2002), il Zentrum Paul Klee di Berna (2005), la California Academy of Sciences di San Francisco (2008), il grattacielo The Shard a Londra (2012). Numerosi i lavori ancora in corso tra Europa, Stati Uniti, Giappone, India e Cina.