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Genoa, De Rossi: le parole su Messias, Vitinha e Otoa

  • Postato il 9 agosto 2026
  • Calcio
  • Di Genova24
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Genoa, De Rossi: le parole su Messias, Vitinha e Otoa

Genova. Nella lunga conferenza stampa di Daniele De Rossi dopo il Trofeo Spagnolo, c’è stato spazio per parlare di tante cose tra cui alcuni giocatori.

A partire dalla conferma di Messias: “Io ci punto tanto, ho chiesto io che venisse rinnovato il suo contratto, nonostante l’abbiamo fatto in un momento in cui era infortunato. Si allena forte, si sta allenando forte, in allenamento è quello che balza più all’occhio per qualità, per quantità, per strappo anche. Dobbiamo essere bravissimi a gestire i minutaggi, i carichi, anche un po’ il ruolo. Oggi ho provato a mettere lui e Baldanzi come mezzale per vedere se reggiamo questo tipo di schieramento. Non lo reggiamo per ora perché la condizione è quella che è, non so se lo reggeremo mai perché sono due giocatori che hanno un raggio d’azione un pochino più limitato, ma io devo fare i tentativi e ho finito le occasioni per poterli fare, però ci punto tanto. È un giocatore che in realtà ci ha portato tanti punti, soprattutto quando è entrato e ha fatto anche delle buone partite dall’inizio, quindi è un giocatore sul quale io punto sia in campo sia fuori, perché comunque questa è una squadra che vuoi o non vuoi, a prescindere dei valori, a prescindere dalle operazioni di mercati che fanno tutte le altre società, ha perso Masini, Leali, Ekuban, gente che sa cos’è il Genoa, gente che sa cos’è questo stadio e ogni operazione aveva un senso. Cioè Caleb ha deciso lui di non venire, Nicola voleva giocare, è un titolare, Maso è un’operazione che penso che sia un po’ giusta per tutti quanti, ma perdiamo un valore umano importante, quindi uno come Messias secondo me può dare tantissimo a questa squadra, non solo quando entra e quando gioca dall’inizio”.

Puczka come braccetto di sinistro sembra essere un’opzione, visto che De Rossi lo sta impiegando spesso così? “Lui ha una potenzialità futura da braccetto di sinistra altissima, per come vedo io il calcio. Credo che preferisca fare il quinto, fare l’esterno, io lo immagino come un futuro grande braccetto di sinistra per calcio, per piede, per letture e anche perché non disdegna la marcatura in area e deve solo imparare le piccole sporcizie del calcio. Oggi è una palla corta, non ha sbagliato lui, è andato dritto per dritto e magari se fosse scappato insieme all’avversario non avremmo preso gol, ma sono cose che fanno parte dell’età, fanno parte del bagaglio d’esperienza, fanno parte del percorso, fanno parte anche del momento, di stagione. Vedo un grande futuro per lui, dobbiamo solo capire a che raggio, a corto, a medio, a lungo raggio, sempre per lo stesso discorso. Sempre il famoso puzzle è capire chi, se manca Vasquez alla prima di campionato, deve andare a marcare Alisson Santos o Politano o questi qui, perché poi dopo c’è da giocare anche contro questi qui”.

Vitinha ieri è stato impiegato da prima punta: “Vitinha aveva dei compiti un po’ diversi. Gli abbiamo chiesto di venire incontro, ma anche di dare profondità. Credo che sia stato bravo un pochino a legare il gioco ma ha attaccato lo spazio troppo poco, è vero che è tanto tempo che lui non gioca in quella posizione e che siamo stati poco puliti ad attivare i nostri trequarti per poter poi arrivare a lui. Si è dato da fare. Questo è un ruolo che può fare anche in base all’avversario che affronteremo”.

Proprio l’attacco sembra il reparto più in sofferenza: “Noi dobbiamo fare 40-50 gol, non so quanti ne servono per avere una classifica importante e abbiamo perso dei gol, abbiamo perso Ruslan Malinovskyi che a modo suo, anche per quel giocatore un po’ anarchico e a volte disordinato, comunqueè  uno che faceva gol e li faceva fare, abbiamo perso Caleb Ekuban che ne ha fatti 4-5 importanti, abbiamo perso Jeff Ekhator che c’aveva presenza in area e che quest’anno ne avrebbe fatti credo parecchi. Tutte cose decise insieme, tranne quella di Caleb che è stata una scelta sua, ma alle quali dobbiamo far fronte. Martin è ancora con noi, non è andato via, vediamo che succederà, sappiamo che potrebbe uscire, ma dobbiamo fare gol in tante maniere, dobbiamo mettere dentro numericamente un altro giocatore”.

Chi ha giocato bene è stato Otoa: “Lui è uno di quei giovani per me pronti, pronti per stare in rosa, pronti per giocare titolare, poi una volta prenderà gol, una volta farà partite buone, farà partite meno buone. Mi sta piacendo molto, anche con la palla vedo che ha molto più coraggio, però insomma c’è anche da dire, che davanti ha Marcandalli, Ostigard e Vasquez, che sono giocatori dai quali io ho chiesto di ripartire, che ho chiesto di proteggere per ripartire da loro, ma lui è subito, in base al minutaggio, in base alle mie scelte, evidentemente un pochino dietro, ma è uno che quando non c’è stato Ostigard ha giocato e ha fatto molto bene e spero di dargli più minuti, fermo restando che di base riparto da quei tre che sono quelli che secondo me sono più indispensabili di tutti”.

Sul rientro di Traoré invece non sa dare tempistiche. “Ha lavorato tutta l’estate fuori dall’Italia per farsi trovare pronto, Gianni, il mio prof, ha detto che oggi ha fatto un ottimo allenamento, un allenamento che io non ho visto perché ero a preparare la partita, ma si allena con quelli che si allenano a parte, non fa tutto quanto ancora”.

Autore
Genova24

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