Gasperini chiude la porta a Roma, da Allegri a Conte chi rischia di rimanere col cerino in mano
- Postato il 25 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Dalle certezze agli allenatori che rischiano di rimanere senza panchina l’anno prossimo, almeno ai nastri di partenza. A meno di un mese dalla fine del campionato di Serie A, alcune big devono ancora confrontarsi con i rispettivi allenatori per sciogliere le riserve sulla guida tecnica 2026/27: su tutte, Milan e Napoli, con Massimiliano Allegri e Antonio Conte tentati anche dall’ipotesi Nazionale. Blindati, invece, Gasperini e Spalletti, al pari di un Chivu che si prepara a celebrare il suo primo scudetto da allenatore dell’Inter. Non sono escluse sorprese, con Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino sempre alla finestra, pur essendo sotto contratto con Bologna e Atalanta.
- Serie A, gli allenatori sicuri di restare: blindati Gasperini e Spalletti
- Allegri e Conte, tra club e ipotesi Nazionale
- Da Italiano a Sarri, gli allenatori in bilico
Serie A, gli allenatori sicuri di restare: blindati Gasperini e Spalletti
La Roma ha scelto Gian Piero Gasperini, scaricando di fatto Claudio Ranieri, senior advisor che ha salutato proprio nella giornata di ieri il club dei Friedkin, mettendo la parola fine a una lunga storia d’amore. Il Gasp al centro del progetto tecnico, per proseguire un percorso di crescita che passerà inevitabilmente dal prossimo mercato estivo, durante il quale l’ex Atalanta avrà voce in capitolo e potere decisionale. Ha altri due anni di contratto e non si muove da Roma.
Medesimo discorso per Luciano Spalletti, sponda Juve. Il trainer di Certaldo, che ha convinto tifosi e società attraverso prestazioni e risultati, ha già prolungato il suo accordo con i bianconeri fino al 30 giugno 2028, pur non essendo ancora certo del traguardo Champions. C’è la volontà di aprire un ciclo in stile Napoli, investendo su tre acquisti mirati in estate, al fine di alzare il tasso tecnico dell’organico a disposizione. Yildiz e Spalletti, la Juve ripartirà da questi due pilastri.
E poi c’è l’Inter, prossima a diventare campione d’Italia. Cristian Chivu è destinato a rimanere a lungo al timone della formazione nerazzurra, come confermato dal presidente Giuseppe Marotta nei giorni scorsi: “Il rinnovo è solo una formalità”, parola del numero uno del club. L’intenzione è andare avanti insieme, con un processo di ringiovanimento della rosa che passerà da addii scontati come quello del tandem Acerbi-De Vrij e da possibili cessioni eccellenti: occhio a Marcus Thuram e Denzel Dumfries in tal senso, le offerte non mancano.
Allegri e Conte, tra club e ipotesi Nazionale
Tra le incognite, ci sono due big del calcio italiano come Massimiliano Allegri e Antonio Conte. È vero, il livornese ha allontanato l’ipotesi Nazionale, ribadendo la sua “abitudine” a restare in un posto per più anni, non essendo particolarmente incline ai cambiamenti. Le voci sul suo futuro in rossonero, però, non si placano, complice una squadra che ha rallentato nelle ultime settimane, lanciando qualche segnale preoccupante. Il mercato potrebbe risolvere i problemi offensivi, ma tanto passerà anche dall’eventuale partenza di Rafa Leao. Le parti si riaggiorneranno, consapevoli che l’anno scorso è stato sottoscritto un contratto triennale.
In casa partenopea, si fa intricata la situazione Conte: il botta e risposta con De Laurentiis, sull’asse New York-Napoli, non ha avvicinato le due componenti, nonostante un clima apparentemente disteso. Gli ambienti Figc sarebbero favorevoli a un ritorno in azzurro del manager salentino, che sembra avere un conto in sospeso con la Nazionale dal 2016, ma tutto si deciderà al momento del canonico confronto di fine stagione o una volta archiviato il discorso legato al piazzamento Champions. Proprio Allegri e Conte, tra i più titolati, rischiano di rimanere col cerino in mano se dovesse esserci rottura con i propri club e se sulla panchina dell’Italia ci andasse lo stesso Ranieri, Mancini o qualche nome a sorpresa come Guardiola.
Da Italiano a Sarri, gli allenatori in bilico
Non mancano gli allenatori accompagnati da un grosso punto interrogativo. Da Vincenzo Italiano, sollecitato dal suo Bologna a fornire una risposta definitiva sul futuro nei prossimi giorni, a Maurizio Sarri, arrivato ormai a fine ciclo sulla panchina della Lazio, salvo clamorose sorprese. Il tutto, senza dimenticare tecnici come Raffaele Palladino, che ha riavvicinato l’Atalanta alle zone nobili della classifica e ha rappresentato l’Italia in Champions fino agli ottavi di finale con il Bayern Monaco. Una permanenza scontata? Probabile, ma è chiaro che non mancano estimatori.
Italiano, invece, è da anni un pallino di Aurelio De Laurentiis, che potrebbe pensare a lui in caso di addio di Antonio Conte. E per l’ex Spezia e Trapani, si tratterrebbe del definitivo “grande salto”. Per Sarri, conta il progetto: si è parlato di Napoli anche in questo caso, ma appare difficile immaginare un “cavallo di ritorno” all’ombra del Vesuvio. Ed ecco che fa nuovamente capolino l’ipotesi Fiorentina, vicina alla salvezza e pronta a ripartire con rinnovate ambizioni dopo un’annata disastrosa. Vanoli ha fatto il suo, ma non convince in ottica futura.
Tra coloro che hanno fatto bene in questa stagione c’è Daniele De Rossi, avvicinato proprio alla Viola quando iniziava a scricchiolare la panchina di Stefano Pioli nel girone d’andata. L’ex Roma rappresentare una soluzione “coraggiosa” per una squadra di fascia medio-alta. Occhio anche a Fabio Grosso, che piace a tanti club e potrebbe fare uno step in avanti, sposando un progetto ambizioso e con mire europee. Il Sassuolo, che ha già sondato il terreno con Ignazio Abate (Juve Stabia, e Alberto Aquilani (Catanzaro), non si opporrebbe a un’eventuale partenza.
E Cesc Fabregas? Ultimo ma non per importanza. Il suo futuro al Como è legato alla concreta possibilità di sostituire Pep Guardiola al Manchester City, ma la sensazione è che non sia questa l’estate giusta per raccogliere l’eredità del manager spagnolo. Del resto, allenare il Como in Europa rappresenterebbe una grande sfida per l’ex Arsenal e Barcellona, che ha sorpreso tutti con il suo calcio tanto innovativo quanto offensivo.