Garlasco, si gioca tutto sui secondi: il percorso di Sempio cronometro alla mano
- Postato il 9 luglio 2026
- Di Panorama
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Cronometro alla mano, centimetro dopo centimetro. Mentre la Procura di Pavia affina le proprie consulenze tecniche e attende la scadenza delle indagini preliminari, fissata al 28 settembre, anche la difesa di Andrea Sempio lavora sul campo. Lo fa a modo suo: con esperimenti empirici, ripercorrendo a piedi i tragitti che quella mattina del 13 agosto 2007, a Garlasco, potrebbero aver fatto la differenza tra un alibi e un’accusa di omicidio pluriaggravato.
Dalla chiusura delle indagini di Garlasco a oggi
Sono trascorsi più di due mesi dall’8 maggio, quando la Procura ha notificato la chiusura delle indagini a Sempio, all’epoca amico del fratello minore di Chiara Poggi. Con la cosiddetta «discovery», la difesa ha ricevuto tutti gli atti, comprese le consulenze tecniche dell’accusa. Entro i venti giorni previsti, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno risposto depositando cinque consulenze e una memoria difensiva, il 25 maggio. Una risposta che ha evidentemente mosso qualcosa: il 28 maggio la Procura ha comunicato di voler disporre ulteriori accertamenti, «al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell’affidabilità scientifica». È stato nominato inoltre un nuovo consulente, lo psichiatra Roberto Catanesi, per «specifiche valutazioni tecnico-scientifiche».
«I tempi tornano con quello che Andrea ha sempre detto»
Nel frattempo, la difesa ha scelto una strada parallela a quella delle perizie. «Ci stiamo concentrando sulle indagini tradizionali con esperimenti empirici, verificando ogni spostamento, cronometro alla mano», spiega l’avvocato Taccia. Parole confermate anche a Casale Monferrato, dove sabato scorso la legale ha partecipato, insieme al consulente Armando Palmegiani, a un incontro organizzato da Nero Crime e Arte Criminologica nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra Criminis.
I dettagli degli esiti restano riservati. «Non posso entrare nel merito — precisa Taccia — che presenteremo a tempo debito nelle opportune sedi, all’eventuale processo o già all’udienza preliminare». Ma un elemento viene anticipato: «Avevamo già rifatto il percorso in auto da Garlasco a Vigevano e ritorno: i tempi tornano con quello che Andrea Sempio ha sempre detto di aver fatto quella mattina». Vigevano è la città nella quale l’indagato sostiene di essersi recato nelle ore in cui, secondo l’accusa, si consumava l’omicidio a Garlasco, in via Pascoli.
Il percorso dalla villetta dei Poggi e la pista della nonna
Al centro degli esperimenti empirici c’è anche il tragitto compiuto nelle immediate vicinanze della casa dei Poggi. Nell’informativa finale, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano ipotizzano che, dopo il delitto, Sempio «si sia recato a casa della nonna in via Canova, distante circa 400 metri da casa Poggi e raggiungibile, all’epoca, percorrendo la strada posta dietro la villetta». Lì, secondo gli investigatori, avrebbe potuto «terminare le operazioni di pulizia» prima di fare ritorno a casa in via Rossini per il pranzo. Una ricostruzione che la difesa contesta e che intende smontare con i propri riscontri sul campo. «Abbiamo dedicato un po’ di tempo a valutare e capire ipotesi di spostamenti, anche dal retro della villetta di via Pascoli», riferisce l’avvocato Taccia. «Torneremo e andremo anche tra i rovi».
Perché la difesa studia anche il percorso di Stasi
Vi è un ulteriore fronte che la difesa ha deciso di esplorare: il tragitto tra l’abitazione dei Poggi e quella di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni nel 2015. Una scelta che risponde a una logica ben precisa. «Fino alla discovery non avevamo tutti gli atti anche dei precedenti procedimenti», spiega Taccia. «La posizione di Alberto Stasi non ci riguarda direttamente, ma se ci sarà la revisione della condanna, anche in vista di una sua eventuale costituzione di parte civile nell’ipotesi di un rinvio a giudizio di Sempio, dobbiamo essere pronti, aver studiato tutto».
Una clausola, quest’ultima, che richiama scenari ancora ipotetici ma non trascurabili. La Procura di Pavia ha già comunicato di voler investire la Procura Generale di Milano per avviare il procedimento di revisione del processo a Stasi. Se il caso dovesse arrivare a giudizio, il quadro processuale potrebbe farsi assai più complesso.
Il nodo dell’udienza preliminare di Garlasco
La ricostruzione degli spostamenti che la difesa sta conducendo aveva già convinto, nel 2017, il giudice per le indagini preliminari ad archiviare il fascicolo su Sempio. Quelle stesse conclusioni vengono ora messe in discussione dalla nuova inchiesta, con prove inedite che includono tracce di Dna sotto le unghie di Chiara Poggi e foto che collocano Sempio nelle vicinanze di via Pascoli nel pomeriggio del 13 agosto 2007. Entro il 28 settembre si saprà se la Procura chiederà il rinvio a giudizio.