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Garlasco, l'ìmpronta 33 "faceva senso": le parole di uno degli investigatori

  • Postato il 9 maggio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Garlasco, l'ìmpronta 33 "faceva senso": le parole di uno degli investigatori
Garlasco, l'ìmpronta 33 "faceva senso": le parole di uno degli investigatori

L’impronta 33, un palmo destro stampato sul muro delle scale della villetta di via Pascoli, è da subito apparsa agli investigatori del RIS come “quella che faceva senso”, così la definisce uno degli investigatori. A colpire non è solo la posizione, ma le sue caratteristiche. Si trova sul vano scala, poco sopra il punto in cui venne lanciato il corpo di Chiara Poggi. Secondo la dinamica ricostruita, l’assassino, impegnato a spostare il cadavere in una scala ripida, tortuosa e senza corrimano, si sarebbe appoggiato proprio lì con la mano destra, in un punto più alto del normale per via dell’ingombro del corpo.

Durante una discesa ordinaria, invece, ci si appoggerebbe naturalmente all’altezza del busto.Ciò che rendeva l’impronta particolarmente sospetta era il suo aspetto: sembrava lasciata da una mano bagnata. Dopo trattamento con ninidrina si è colorata di viola intenso, con una macchia in prossimità di una dita e piccole proiezioni di gocce (satelliti). Gli esperti spiegano che con un palmo asciutto "quell’impronta non esce".

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Il deposito di materiale liquido (sudore, sangue o sangue diluito) ha generato una linea di accumulo visibile. Per questo venne addirittura prelevato un frammento di intonaco, cosa non usuale.Questa traccia si incastra perfettamente nel puzzle ematologico: collegata alla goccia di sangue 45 (proveniente da un oggetto insanguinato posizionato più in alto) e alla strisciata 97f sulla parete opposta (probabile mano sinistra sporca di sangue). Inoltre, la recente traccia N1 (tacco della suola dell’assassino sul gradino zero, rivolta verso la discesa) indica che il killer, in equilibrio precario con la punta del piede sospesa, doveva necessariamente appoggiarsi al muro proprio dove si trova la 33. Le posizioni risultano compatibili con le misure antropometriche di Andrea Sempio.In sintesi, per gli inquirenti la 33 non è una semplice impronta: per posizione, modalità di deposito e collegamento con le altre tracce ematiche, è una delle più coerenti con l’azione del killer subito dopo l’omicidio.

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Autore
Libero Quotidiano

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