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Garlasco, Garofano: "Spero di non essere indagato, qualcuno sta provando a demolire me e i Ris"

  • Postato il 3 novembre 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
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Garlasco, Garofano: "Spero di non essere indagato, qualcuno sta provando a demolire me e i Ris"
Garlasco, Garofano: "Spero di non essere indagato, qualcuno sta provando a demolire me e i Ris"

“Posso rivendicare di aver lavorato ai più intricati casi di cronaca in Italia. Magari questo potrebbe aver suscitato qualche invidia personale”: il generale Luciano Garofano, ex comandante dei Ris, intervistato dal Corriere della Sera, lo ha detto a proposito del fatto di non essere amato da molti carabinieri. Difendendosi dalle accuse della procura di Pavia relative alle indagini del 2007 sul delitto di Garlasco, ha spiegato che sta vivendo questi giorni con “fatica e sorpresa. È ormai chiaro che qualcuno sta provando a demolire il Ris e 50 anni del mio lavoro. Sto subendo un attacco mediatico senza precedenti, ma non consentirò a nessuno di distruggere me e il Ris”.

Dopodiché ha chiarito: "La Procura parla di dati grezzi non rinvenuti. Che però, guarda caso, il Ris, cioè il colonnello Marino, ha prodotto su richiesta dell’autorità giudiziaria. Se qualcuno voleva nascondere qualcosa ora non li avrebbe messi a disposizione. E poi i dati grezzi normalmente non fanno parte degli allegati che confluiscono negli atti dell’indagine, ma vengono forniti su richiesta”. E ancora: “Se con questo si vuole dire che abbiamo nascosto dati favorevoli a Stasi è un’altra deduzione forzata. Io sono stato ascoltato dai pm e non sapevo neanche quali fossero i motivi della convocazione, ma su un punto voglio essere chiaro. Se ci fossero stati dati che inficiavano l’accertamento che sui pedali della bici di Stasi c’era il Dna di Chiara lo avremmo sicuramente comunicato. Ma qualunque analisi successiva non cancella la presenza di Dna di Chiara sui pedali ed è stato confermato anche dai consulenti della Procura”.

 

 

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A proposito della seconda analisi, che avrebbe dato esito negativo, Garofano ha detto: “Ma comunque il dato del Dna di Chiara sui pedali è rimasto tale. Peraltro nella relazione dei periti con la quale la pm Muscio chiedeva la convalida del fermo, i consulenti di Stasi fanno riferimento alle analisi fatte il 20 e il 21 settembre. Ciò dimostra che tutto è stato messo a disposizione delle parti”. Sulla possibilità di essere indagato, invece, ha ammesso: "Non credo e spero di non esserlo. Lo dico perché non ho nulla da nascondere, se non gridare la mia onestà e la mia professionalità”. Garofano, comunque, non si è pentito per aver fatto da consulente di Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, dopo aver lavorato al caso quando era comandante dei Ris: “Mi ero già congedato, quindi non ero più coinvolto come polizia giudiziaria. E poi è stata una scelta precisa. Visto che l’inchiesta partiva dal Dna sulle unghie di Chiara e io sono certo che quel Dna non sia attribuibile a Sempio mi sono sentito di intervenire, perché non potevo consentire che si stravolgesse un risultato scientifico certo”.

L'ex comandante dei Ris, inoltre, si è detto convinto della colpevolezza di Alberto Stasi: “Anche se il dato del Dna sui pedali dovesse essere messo in discussione (e non è così) questo non demolisce tutti gli altri indizi a carico di Stasi. Senza alcun pregiudizio, ma conoscendo gli atti, sono convinto che l’unico colpevole sia lui”. 

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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